LETTERE AL DIRETTORE

dalla Gazzetta di Parma del 17 giugno 2009
“Egregio Direttore,
le scrivo in merito alla vostra iniziativa di beneficenza nata con il libro «Il papà della favole» a favore dell'associazione «Noi per loro» per l'Ospedale pediatrico di Parma. Mi è sembrata veramente un'ottima idea supportata anche da un ottimo «prodotto» come quello che può essere un libro scritto da un papà per le proprie bimbe. In un' epoca come la nostra, dove i bambini vengono lasciati sempre più frequentemente in balia di televisione, Internet e giochini elettronici, è bello ritrovare un papà che alla sera prende le sue figlie sulle gambe per raccontare favole, storie e filastrocche dove si può davvero sognare di essere una bellissima principessa o un simpatico folletto. Ed ancora più bello è che una città come la nostra abbia aiutato un papà «normale» a realizzare il sogno di trasformarsi in un papà «speciale» per costruire alle proprie bambine quel mondo fatato e magico dove poter sognare ad occhi aperti senza aver paura che la sveglia suoni e che il sogno finisca… Senza voler togliere nulla a questo super-papà, qualche riga di elogio credo sia giusto esprimerla anche per tutti coloro che hanno reso reale questa idea senza chiedere nulla in cambio: da una grande azienda italiana come la Mulino Bianco e i suoi «Amici del Mulino» che hanno creduto in questo progetto e l'hanno portato alla luce, agli attori al disegnatore e al musicista che hanno fatto diventare questa luce realtà, fino al «nostro» giornale che ha portato questa realtà a noi. E' bello sapere che ci sono ancora persone che credono in quello che fanno, indipendentemente dal compenso che ricevono e che, con un pizzico di fortuna, chiunque può trasformare quel «… e vissero tutti felici e contenti» non solo nella bella conclusione di una favola, ma anche nella conclusione di un proprio sogno divenuto realtà. Ancora tanti complimenti.”
Annalisa, Parma
E adesso provate a comprare i dvd del Parma!
Fogliazza 6 de nambar uan!
Il tuo capello cammellato comunque non può competere con il boccolo sfruffolo di Majo-lico.