Fogliazza

ISOLA INFELICE

Parma è una piccola città. Equivalente proporzionato di un capezzolo dal quale succhiare. Questa città, non solo rappresenta più di ogni altra cosa se stessa, ma la versione modesta (molto modesta) di quell'enorme zinna che è una nazione intera. Ma lì la tetta è enorme, è più difficile distinguere chi ciuccia più degli altri.
Qui l'Auditorium Paganini è diventato un amplesso architettonico in cui si cantano e si suonano solo le proprie lodi. Il centro sinistra resta quello che è (ammesso che sia qualcosa) almeno in questo senso: le convenscion le fa in ambiti dove manca solo la ruota della fortuna, il gnocco fritto e il valzer del dopo cena con Sandrino Piva e i suoi Pivotti. Se va bene c'è Luca Canali. Se va male ti becchi Camillo Del Vho.
Torniamo alla piccola tetta che ha le ragadi (perchè di latte resta il ricordo scordato di Calisto) e viene contesa a suon di piccoli poteri di voraci ciucciatori.
Al Paganini, dicevo, vanno in scena opere di autoesaltazione in cui almeno Giovanni Paolo XXIII Bernini sfoga la sua frustrazione di essere solo presidente del consiglio comunale (dato che in Italia siam tutti presidenti o direttori di qualcosa) organizzando raduni dove non esiste nemmeno più il tifo da stadio ForzaItaliota. Ma solo il VascoRossismo del “SIAMOSOLONOI”.
Qualunque cosa succeda (presente Guelfi e Giubellini?); che la Maria Teresa (in Albertina Soliani ha la sua stilista preferita) testona come dice San Francesco Manfredi, sia candida; che il Vignali Pedali abbia la catena un po' giù; che ParmacheVerrà faccia un fischio che quando arriva ci scansiamo; che TrentaperTrenta non fan Trentuno soprattutto con la Lasagna che da un lato pubblica storie partigiane e dall'altro spolvera gli occhiali a Manfredino Franceschino che Pansa gli fa un baffo; che Buzzi Strabuzzi con quello sguardo di chi non ha colpa lui che io non son di questo cortile…; che Elvis esista nonostante la sola caduta di cui sia capace: quella del capello) … qualunque cosa succeda, dicevo, credo che la politica abbia la credibilità di un “Piccolo Fratello“. Per me esiste un solo grande centro: quello del c… dove a rotazione, anche se passano anni, ci siam passati tutti. Tranne quando smettiamo di essere elettori e veniamo eletti e ci rifacciamo il c… di una volta, quello con lo sfintere rosa, che non puzza, da esibire come faccia.
Le cose cambiano come l'ordine degli addendi. Le facce si spostano e gli elettori son sempre lì piegati in avanti, col retro ad uso foresteria
Tutti i partiti vogliono il bene del cittadino. Non sarà accanimento terapeutico?

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