HA VINTO LA CONTINUITA’

Mentre Pietro Vignaldi stava diventando sindaco, io e Jacopo aspettavamo che Anna facesse spesa da Cagna e Benelli, parcheggiati proprio davanti al quartier generale dell'imminente sindaco. Vedo gente che va e che viene. Ultima una ragazza. Faccio caso alle sue scarpe basse e antiche, alle gambe non male, al fagottino infiocchettato tipo paste della domenica che regge in mano. Non bado ai capelli fino a quando non si gira e i nostri sguardi si incrociano e si fissano. Hai presente quando guardi e poi osservi, stringendo gli occhi non per compensare una carenza di diottrie ma per mettere a fuoco un'identità? Uguale. Ed è quanto basta per capire che si è tinta i capelli, la ragazza con le scarpe antiche e le gambe non male con i dolcetti in mano. Lo so perchè quella la conosco. Si chiama Emma Pincella.
Me la ricordo bene, la sera in cui Trentapertrentanonfantrentuno facevano la loro prima uscita ufficiale, ricordo quando Emma mi disse (non ricordo le parole esatte ma il succo sì) “dài, vieni, c'è anche Ubaldi, lo facciamo nero, abbiamo una raffica di domande per metterlo in crisi”. Più omeno questo mi disse.
Io andai e nulla accadde. Lalagna sedeva tra il pubblico, Ansaloni (che ha curato la campagna di Vignaldi) moderava. Uno dei trentini intervenne dicendo “Saluto Ubaldi, che ha tutto il fascino di un sindaco a fine mandato“. Emma partecipava. Muta.
Quello che mi deprime non è l'assenza di un vero antagonismo ai palazzinari che per altri cinque anni saranno in carica, nemmeno leggere sui cartelli dei lavori in corso (spesso, troppo spesso) “Pizzarotti-CoopSette“, ma che tutto questo abbia un seguito affollato di giovani, e sono tanti, garanti di una continuità che andrà oltre le cariatidi di oggi. Per prenderci l'abitudine, quelli come Emma si sono fatti anche fotografare sulla poltrona di Vignaldi.
Che tristezza. Quando è uscito sulla “loggia” del grano (quante similitudini) c’era una folla manco fosse Sting al debutto a Parma.
A starci in mezzo mi veniva il vomito.