Fogliazza

FAVOLANDO

www.papadellefavole.blogspot.com

Cesare Pastarini, che dal 30 maggio apparirà contrassegnato dalla classica didascalia “scrittore”, come quando io lavoraro in fabbrica e appariva “operaio” anzichè “operatore farmaceutico”, scrive come se non le avesse scritte lui. Cioè, le ha scritte lui, ma non s’è seduto lì pensando “mò faccio uno stile bambino che pare che io ho scritto da piccolo anche se sono adulto”. Non è nemmeno quello che fa il pedagogo per cui ti racconta la morale “perchè lui la sa e Crepet non sa una cicca”. Cesare scrive favole senza necessità di ripescare i suoi ricordi, tornare a quando era ragazzino, fare mente locale su ciò che ai piccoli lettori piace. Non inventa un se stesso che non c’è più ma che un tempo è stato. Quel tempo, e quel bambino, son rimasti, ha soltanto cambiato un po’ la faccia. Scrive come se continuasse a scrivere il tema delle sue vacanze iniziato in quinta elementare e mai smesso da allora. Scrive con l’immaginazione colorata di un bambino che “butta fuori” musica da leggere, dove ogni colore è una biforcazione che si mescola con una  nuova trovata o si accende di un più brillante tono.
Insomma, questo non fa finta di scrivere perchè gli si dia dello scrittore, scrive perchè così gli stan le cose e se gli capita di far scrivere favole anche agli altri bambini, grandi o piccoli che siano, altro non è che una rimpatriata… fra coetanei!

Il 30 maggio al tEATRO eUROPA/spazio estivo Parco Gelati alle 16,30… faVOLANDO alto!

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