FARE SISTEMA

E io che pensavo di fare satira…
Appare su http://parma.repubblica.it/dettaglio/Nozze-a-Tv-Parma-Francesca-Strozzi-in-bianco/1493232?edizione=EdRegionale questo imperdibile saggio giornalistico, talmente imperdibile che l'autore del pezzo l'ha pure firmato, vuoi mai che per invidia qualcuno glielo sottragga. Un articolo gossipparo e ferragostano, un po' billionario e un po' smailante, ma soprattutto irriverente. La foto è visibilmente taroccata con fotoscioppe, il mento è smodatamente allungato e i pixel finiscono per imbrattare la bella sposa con tripudio di punti neri.
“I media non parlano d'altro”, ironizza l'edicolante. Lui stesso si butta a pelle d'orso sull'inutile menu del giorno, lasciando trapelare il desiderio di esserci. O di farci. Come non bastasse l'inutilità della notizia a sottolineare quanto siamo ricchi di tempo da perdere, il giornalaro si esibisce in un “io ti faccio a te e tu mi fai a me“. Fare sistema. Informazione per informazione per tre e quattordici. Tu stai a TvParmaLetale, io a RepubblicAssistenzaParma.it e condiamo con Gazzetta e cornetto. “Cornetto” è la testata diretta dall’autore del pezzo. Se questo è presentato come il matrimonio dell’estate, già si parla dell’onomastico dell’anno di Adrastico Ferraguti, del milionesimo ormone maschile della Giunta, dell’oscar alla carriera nel Comune di Parma a Giovanni Paolo XXIII Bernini, del Compleanno del Secolo d’Italia di Moine, del Secondo Semestre sui banchi per l’Assessorissimo Lalagna, Festa di Laura Post Corsi Media Gavzzoli.
Fare sistema: l’informazione è servita.
Caro Fogliazza, leggo con piacere il tuo blog ogni dì. Niente critiche a questo tuo commento sul mio articolo, per carità. Ma credo sia giusto, ogni tanto, poter parlare anche di cose più frivole, leggere, in una calda estate. Stai tranquillo, non c’è nessun bisogno di “fare sistema” con nessuno. Era solo un articoletto, dedicato a un piccolo evento nel mondo dei media cittadini. Ps. Desiderio di esserci? Ero al mare, si stava meglio. E al posto del cornetto c’era la focaccia. Vuoi mettere? Ciao e a presto
Caro Giacomo, il problema è che nel mondo dell’informazione parmigiana quelle che tu chiami “cose più frivole, leggere” ci vengono propinate quotidianamente con dosi da equino. La piacevole novità sarebbe invece leggere un articolo di denuncia da parte di un giornalista con i controattributi che avesse una volta tanto il coraggio di schierarsi contro i poteri forti di questa città. E di cose da dire ce ne sarebbero parecchie.
E invece stiamo qui anche oggi a leggere delle bomboniere disegnate dall’ex assessore…
E poi ci sono quelli come Bruto che non hanno il coraggio di scrivere il vero nome e che confermano la tesi che lui stesso descrive: la mancanza di coraggio.
Caro Cesare Pastarini, io mi chiamo Michele Carra, ma ti informo che è usanza nei blog fare uso di nickname. Ora che sai il mio nome spiegami qual è il problema
Conosco piuttosto bene i nicneim. Ma quando si fanno accuse, credo sia più corretto non utilizzarli. Tutto qui.
Sia chiaro che la mia non è una difesa a chi scrive di nozze, paillets, ricchi premi e cotillons. Ne faccio a meno anch’io, credimi.
Adesso vado in ferie per un po’, al fresco, così avrò modo di ritemprarmi.
Buone ferie anche a te, Michele Carra.
il problema non e’ giacomo che purtroppo e’ solo uno dei tanti giornalisti o pseudo tali che fanno quello che chiede l’editore o il direttore.il problema e’ vedere quell’articolo sul sito di repubblica, tutto qui.
chi accede al sito o sfoglia repubblica lo fa perche’ spera di non trovare banalita’ come il matrimonio di questa chissenefrega.
il problema caro giacomo non sei tu ma la tua testata che pubblica articoli con questo taglio.
il problema e’ anche giacomo invece, scrive nel suo articolo cose da non credere, ma chi stava aspettando questo evento????
ma chi????????????????
forse solo lei.
un’invitata che naturalmente ha declinato l’invito grazie alla scusa delle ferie, mi ha detto che lei voleva solo donne in lungo e uomini in abito completo.
ma avete visto la gallery delle facce che c’erano sulla gazzetta?
fateci un giro….vedrete la bella gente che c’era….
per bella gente si parla non solo di gente ben vestita ma gente anche di belle fattezze e a quel matrimonio,ahilei, proprio quel tipo di persona scarseggiava…
notare del solito focaccia la basetta grigia che tocca terra….
Effettivamente il problema sono anchio, Repubblica, Corriere, la Stampa, Rai uno, due e tre e tutte le testate che oggi giorno si stanno “studioapertizzando”. Ma davvero un articoletto estivo posizionato in basso nel sito di Repubblica fa così scaplore? Mi fa piacere, vuol dire che vien visto. Su una cosa sono d’accordo, bisogna scrivere e informare di cose più serie. E’ un invito a segnalarci informazioni, notizie e quant’altro. Un mio invito, visto che qui sono tutti in ferie e siamo pochissimi…. Ciao e un saluto a Fogliazza
La questione è che in molti (me compresa) abbiamo un datore di lavoro, un capo ufficio, un supervisore o un editore (come nel vostro caso) che detta le “linee operative” e l’indirizzo: si fa molto presto a dire “indipendenza e autonomia” ma la realtà è molto più complessa! Certo se non ti piace il tuo posto di lavoro poi licenziarti e cercare “fortuna” in altro modo(?!?), diventando imprenditore di te stesso! Temo che per essere liberi, forse bisogna essere in condizioni molto particolari: avere molto denaro o non avere nulla( es. mutuo, figli ecc.), non dovere niente a nessuno, avere pochi amici, molto fidati e molta, molta dignità!
Cosa centra ciò con il citato articoletto su quanto “STILE e Glemour ” ci fosse al matrimonio della Strozzi??? Forse niente o forse è proprio il nocciolo della questione…
Buone vacanze a tutti!
E’ vero, non si può non fare i conti con l’editore, che ti impone certe scelte. Ma è anche vero che non è obbligatorio fare i giornalisti. Non è una professione che ti scegli per mancanza di lavoro e che tutti possono fare, come potrebbe essere ad esempio andare a raccogliere cipolle, ecc.; ma implica il possesso di determinate qualità. E tra queste, prima ancora di saper scrivere, ci sono l’avere una testa con proprie idee ed una schiena dritta, come diceva Montanelli. Senza di queste non si può parlare di giornalisti, ma al più – come dice Fogliazza – di giornalai, ed è tutta un’altra storia.
Con questo non voglio certo denigrare Giacomo – di cui ho apprezzato molto il tono pacato nelle risposte ai nostri post e l’umiltà nell’ammettere la propria piccola “colpa” – ma sottolineare come certe professioni si portino dietro un certo carico di reponsabilità, di cui è bene avere sempre coscienza. Un giornalista che si adegua alla linea conformistica e rassicurante del suo editore e scrive piccoli pezzi di gossip sulle solite glorie idiote locali è responsabile nel suo piccolo della disinformazione collettiva e del generale appiattimenrto della coscienza critica così come chi getta le cartacce per strada lo è, nel suo piccolo, dell’inquinamento.
Insomma, quella del giornalista non è una professione come un’altra. Un cattivo giornalista non può essere considerato alla stregua di un cattivo pasticciere.
la cosa peggiore che sta capitando ai giornalisti italiani e’ l’auto censura.
che e’ terrificante….
complimenti a giacomo per la sua pacatezza,grande self control davvero ma i problemi sono diversi.
il problema e’ scegliere di consultare un portale come quello di repubblica proprio per non incappare in notizie inutili anche come gossip come quella pubblicata da giacomo appunto.
grande delusione trovarsela davanti.
diciamo che giacomo si e’ dovuto inventare tra le righe il motivo per pubblicarla….e quindi l’ha farcita con parole da grande attesa per l’evento…in realta’ lo sapeva che non se lo filava nessuno.
insomma,non sapeva che inventare e allora ha dovuto colorarlo per bene.
tanti punti persi invece per repubblica
ho visto le facce della gallery….oh…ma che gente c’era….:(
Visto e considerato che dall’ormai famigerato articoletto sulla strozzi si sta arricchendo un interessante dibattito sul giornalismo perchè non trovare (chiedo aiuto anche ai lettori, è la cosa migliore) qualche spunto su un articolo su e di Parma che parli dei problemi della città? (per intenderci quelli di cui parla Bruto)? Buone vacanze a tutti. Ps. Vanno bene le critiche, la satira e tutto ma diciamolo, non tanto perchè ci lavoro, però su Repubblica Parma si trovano anche notizie che non parlano solo di bomboniere… Provare per leggere.
bravo giacomo, buonissima idea.
ti proporrei di parlare di tutte le persone che sono di parma e lavorano da grandi professionisti e non hanno mai spazio sui media.
parliamo di quelli bravi davvero che non torvano spazio su giornali e tv perche’ boicottati proprio per quello.
in italia non esiste la meritocrazia,piu’ sei bravo piu’ ti schiacciano per eccellere loro…i mediocri.
e se non sai chi sono ti faccio una lista io lunga cosi’.
grazie per l’attenzione
caccia i nomi!
Per chi critica parma.repubblica.it farei un piccolo excursus delle notizie: Festival verdi, e i soldi?
Il giallo del “Giallo Parma”
sette scuole premiate
newlat, parmalat fa ricorso al tar
lavori in via mercati
sgomberate famiglie rom
moschea, la lega non molla
Parma bruxelles scontro sulla scuola
Cambi, l’accusa:”non è tossico”
Multani la star indiana nascosta tra la movida
Zootecnia, al via il centro biodiversità.
Vandali nei parchi, danni per 200.000 euro
il libraio che fa affari con cina e india.
verdi, turisti senza bus e taxi
“Prima lo sballo poi le lacrime”
Rugby, stadio della vergogna
Questo solo oggi. Qualcuno fa il paragone con la gazzetta domani mattina? Gazzetta che poi tutti leggete, come faccio io. Perchè è sacra la gazzetta di Parma. Che non ci racconta niente di nuovo, eppure piace. Io son contento che repubblica faccia anche i servizi sulla strozzi, come su Multani. Chissà, un giorno su fogliazza?
Caro Friggio. Chi si accontenta gode. Detto questo, alcune notizie pubblicate da Repubblica sono vecchie come il cucco. Le ha già scritte Polis Quotidiano.
Caro Paxa, la differenza mi sembra nella lunghezza dedicata al pezzo. I soldi buttati dal comune per trovare il giallo parma per esempio sono stati descritti meglio da repubblica che da polis. Anche se sono convinto di una cosa: rimangono questi due i giornali più informativi che ci sono a Parma.
ciao
caro friggio…ora capisco leggendo il tuo post perche’ a parma gira cosi’…
Sarà, io guardo più alla qualità che alla quantità (e lo dico a scanso di equivoci, non sono una donna!). E poi, fare “copia & incolla” è sempre facile.139