Fogliazza

EPPUR SI MUORE

Scoppia il caso, come fosse, ogni volta, la prima volta.
Scoppia il caso e alla fine è una baraonda opinionistica ed espertismo balistico.
Per carità, si muore e si chiede rispetto (che in genere è il primo passo alla speculazione funeraria). Per carità… ho rispetto della morte e non voglio dire con questo che di questo non m'importa un tubo. Ma non sono meno scosso della morte di un ragazzo che fa meno notizia perchè morto sul lavoro. Penso a Marco Gelati, schiacciato da un bancale (balistica a parte è morto e tanti saluti). Poveraccio, un morto qualunque sul lavoro, nemmeno la ribalta dell'ipocrisia sportiva. Sulla lapide scriveremo “tifava per…” almeno questo glielo dobbiamo.
Almeno una verità è l'aver nel calcio una vetrina impeccabile. “Abbiamo il nostro martire, andò pure al G8, era un anti-fascista, abbiamo il nostro Carlo Giuliani”.
Misera Parma, che fiocca edizioni speciali per una cornice putrefatta come quella dello sport per esaltar se stessa in inchini di condoglianza e mea culpa.
Adrastico Ferraguti dice sì, che era stato diffidato per tre anni, ma son cose che si fanno per quisquiglie, conclude il cerchiobottista par-condicista. La Rosignoli domanda al tifoso “un'altra domenica drammatica per il Parma…” e penso a quale sia l'altro dramma local-domenicale…. Ah, già: la serie B.
I Boys tacciono, chiedono rispetto (chissà come lo chiamano urlare una domenica sì e una no in casa di chi ha la sfiga di abitare a fianco di uno stadio in centro). La morale comune s'impenna come un'erezione spastica.
L'importante è partecipare: in Cina hanno aderito pure i militari. Noi, nel nostro piccolo (cervello) ci accontentiamo di apparire. Indignati e sorpresi.

7 commenti

  1. Il calcio è morto da tempo, chi non lo vede o è ingenuo o è in malafede. In malafede sono di sicuro tutti quegli avvoltoi che fruttano il calcio per scopi di “promozione” personale…

  2. Ai tempi del derby con la reggiana se ne vedevono delle belle: città blindata e tensione palpabile. La Reggia è finita in serie C e così la Juve ha preso il suo posto…niente di nuovo. Mi ricordo di scontri tra i celerini e tifosi in zona stadio: persino all’interno del Bar Gianni! Mi chiedo, ma sti ragazzi non hanno di meglio da fare alla domenica?!? State con le vostre famiglie e le vostre ragazze…vi divertirete di più!

  3. Vado fuori tema se parlo di edilizia? Lo chiedo perché non penso che abitare vicino allo stadio sia una sfiga. Prova a chiedere i prezzi degli appartamenti e vedrai che chi vende o chi affitta, a causa un improvviso vuoto di memoria (in buona fede, s’intende) ometterà di dirti che la casa è vicina allo stadio.

  4. ecco, ci sono.

    La domenica delle salme
    nessuno si fece male
    tutti a seguire il feretro
    del defunto ideale
    la domenica delle salme
    si sentiva cantare
    quantè bella giovinezza
    non vogliamo più invecchiare

    Gli ultimi viandanti
    si ritirarono nelle catacombe
    accesero la televisione e ci guardarono cantare
    per una mezzoretta
    poi ci mandarono a cagare
    voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
    coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
    voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
    per lAmazzonia e per la pecunia
    nei palastilisti
    e dai padri Maristi
    voi avete voci potenti
    lingue allenate a battere il tamburo
    voi avevate voci potenti
    adatte per il vaffanculo

    La domenica delle salme
    gli addetti alla nostalgia
    accompagnarono tra i flauti
    il cadavere di Utopia
    la domenica delle salme
    fu una domenica come tante
    il giorno dopo cerano i segni
    di una pace terrificante
    mentre il cuore dItalia
    da Palermo ad Aosta
    si gonfiava in un coro
    di vibrante protesta

  5. Il calcio non è morto, cara/o Fra. Il calcio è un catalizzatore di ricordi, la struttura artificiale atta a riordinare il passato storico di un appassionato del gioco del pallone. Qiella che è morta, quella che non ha mai avuto ragione di esistere, è la violenza. Il calcio non c’entra cara Fra. Rassegnamoci. Con affetto.

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