Fogliazza

DIFETTO DI FABBRICA

link http://difettodifabbrica.blogspot.com/

promo YouTube http://it.youtube.com/watch?v=GKJc82vaBYA

Spettacolo teatrale, atto unico.
Progetto, testo e disegni: Gianluca Foglia “Fogliazza”
Interprete: Umberto Fabi
Con la partecipazione straordinaria di Adriano Zamperini
Regia: Fogliazza e Umberto Fabi
Collaborazione creativa: Loredana Scianna
Video: Luca Busi
Musica: Emanuele Cappa

www.festivaldirittiumani.it

In Italia non esiste il reato di tortura. Ciò che più vi si “avvicina” è l’abuso d’ufficio. Il ruolo del torturatore è l’esempio più efficace per mostrare le dinamiche dell’obbedienza all’autorità, aspetto sul quale si è fondato il celebre esperimento di Stanley Milgram, nei primi anni ’60 all’Università di Yale, New York.Figlio di ebrei immigrati dell’Est Europa, cresciuto nel Bronx con i racconti delle persecuzioni razziali nei confronti dei parenti rimasti in Europa, Milgram si è chiesto come potesse un popolo intero seguire un pazzo come Hitler.Gli esiti dei suoi esperimenti hanno creato il caos là dove doveva regnare la tranquillità morale.Il suo esperimento è stato replicato in più parti del mondo confermando sempre gli stessi risultati.La sua ricerca dimostra scientificamente che la maggior parte delle persone, posta in condizioni particolari, è indotta a compiere azioni contro la sua stessa morale, “giustificate” dal contesto sociale. Le azioni di una persona non dipendono tanto dal tipo di carattere che può avere, ma dalle condizioni in cui si trova ad agire.“Obbedienza all’autorità” ha avuto un così forte successo da oscurare tutto ciò che Milgram ha fatto nel campo della psicologia: fu un pioniere nella produzione di film educativi per la divulgazione degli insegnamenti della psicologia oltre le aule universitarie, si occupò degli effetti negativi della televisione sul comportamento antisociale, scrisse testi per bambini e libretti per musical.

Su Stanley Milgram
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_Milgram

Sinossi 
Un uomo comune racconta il suo lavoro: è un torturatore. Il protagonista, con l’esempio della propria esperienza, mostrerà le opportunità professionali che tale ruolo riserva all’interno di una struttura sociale e, grazie all’esperimento  Milgram, come chiunque possa ricoprire questo ruolo professionale proprio per le risorse “nascoste” della natura umana. I contributi disegnati, e proiettati, saranno altrettanto determinanti per capire, senza alcun dubbio, che un torturatore non è un mostro né un sadico, ma una “semplice persona comune”.

Adriano Zamperini, professore di psicologia sociale all’Università di Padova, saggista per Einaudi nella collana “PBE Psicologia”, sarà parte in causa dello spettacolo con alcuni video contributi. A questo link un dettaglio biografico e sue pubblicazioni: www.psicologia.unipd.it/home/personale.php?idalberomaterie=49&idalbero=51&idpers=19&lingua=1

Umberto Fabi http://umbertofabi.blogspot.com/
Loredana Scianna http://loredanascianna.blogspot.com/
Luca Busi http://www.zeroframe.it/
INFO:  340.9092080  – 

7 commenti

  1. Ponte Dattaro, questa mattina. La sua macchina è lì, ferma, in mezzo alla strada. Blocca il traffico. Piove forte. L’autista, anziano, non sa cosa fare. Le auto rallentano, ma mentre sorpassano lentamente, gli automobilisti non vanno oltre a uno sguardo curioso. Poi riprendono la corsa. Mi fermo io, gli dico di salire in auto e tento di spingere la macchina per una decina di metri, giusto per liberare la strada e per far sentire meno solo quell’uomo. Continua a piovere a dirotto. Mentre spingo, nessuno si ferma ad aiutarmi… o quasi. Arriva un ragazzo straniero, dell’Est. Molla la sua macchina in mezzo al ponte, scende dall’auto e spinge con me. L’auto del vecchietto riprende la corsa. Io e l’altro ragazzo ci sorridiamo e ci salutiamo.
    Non capisco se il difetto di fabbrica era nell’auto in panne, o nei parmigiani.

  2. Bravo, bellissimo testo e regia di buon livello. Non mi sono piaciute due cose, che hanno reso lo spettacolo meno incisivo: il telo di plastica rifletteva della luce e si vedeva pochissimo quanto veniva proiettato (anche se il tocco di classe del pannello ci stava da Dio).
    L’altra cosa che ha tolto un po’ di contatto emotivo è stata l’eccessiva caricatura del personaggio. Fabi è bravo, ma ha davvero caricato troppo il Saler di tic nervosi. L’ansia di chi sta per salire sul palco per parlare, sarebbe bastata.
    Ma lo spettacolo, già di per se, funziona: incluse le due bugie che ci avete raccontato.
    Grazie

  3. Sono d’accordo con Mario Rob. Saler potrebbe avere qualche tic in meno (sua moglie e i suoi figli come potrebbero continuare ad accettare un capofamiglia così?), i disegni non erano nitidi.
    Geniali alcune idee: la pistola puntata sull’ombra di Saler e le scosse elettriche sono altissimo teatro. Umberto Fabi super di gran lunga alcuni attori nazionali apparentemente più titolati.

  4. Ciao Gianluca,
    scopro solo ora questo evento teatrale, complimenti le tuo lavoro è sempre socialmente impegnao e guida a riflessioni necessarie proprio in questo periodo storico-politico
    Mariarosa da Villorba

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