Fogliazza

CITTADELLA TRE

E con questo chiuderei il reportage dalla Cittadella, avendo scrupolosamente analizzato l'estetica sportiva del replicante da bastione. I particolari tessuti che gli atleti cittadelli indossano sono la tecnologia più avanzata a disposizione di una sudorazione che non imbarazza la performance. L'Uomo Ragno è obsoleto. La scarpa ginnica è silenziata e morbida, leggerissima e possibilmente sconosciuta, per essere ancora più esclusiva. Le traiettorie dei vip of the run sono indiscutibili: con l'occhio fisso all'asfalto se ne fregano di voi che siete a passeggio. Devono migliorarsi, devono eccellere, devono superare il no limt dell'antipatia del passeggiatore sereno, la no fly zone del volare basso. Catorci di adolescenti cinquantenni che esortano la propria pelle a non vibrare troppo, miracolose conserve cinquantenni col buon gusto della felpa legata in vita, sporadici prenditori di sole rasentanti il naturismo, idioti in roller con body da slittino dribblanti fra la gente, scoordinati podisti dalle articolazioni in preda all'anarchia più totale e circolo-privé all'ingresso rivolto allo Stradone, presieduto da un senato della terza età che legifera su tutto cioè il niente, ma in dialetto parmigiano, almeno quello. Lì vibra lo start del professionismo olimpico da cortile: uno sfarzo di cuffiette stereo, di pulsazioni cardiache e calcolatori di calorie inevase, nel clima attillato di una panta o un top che più che allo scòpo inneggia allo scopo dell'immaginario collettivo:  orgia di ego-salutismo dove si corre come pazzi, ma in tondo e arrivando sempre al punto di partenza. Questa sì è una metafora.

Un commento

  1. Dai, almeno in cittadella si salvano i campetti di basket. Facci un giro. nel catino del parco c’è anche un angolo di umanità sudante!

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