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una domanda molto semplice

E’ un po’ che mi capita di riflettere su una questione che risponde a una domanda molto semplice. Una domanda molto semplice che però al pari di tutte le buone domande molto semplici presuppone una risposta piuttosto difficile. La domanda è la seguente: qual è il momento esatto in cui una vita comincia ad esistere?
L’altro giorno mentre ci pensavo mi sono venuti in mente gli atomisti di Democrito che dicevano che nella bistecca c’erano già gli atomi del verme e quindi per estensione ho pensato che ogni vita esiste da sempre e per sempre, se non in atto, almeno in potenza, negli atomi delle altre persone. Poi mi sono venute in mente le idee iperuraniche di Platone e di Hegel e ho pensato che forse non si tratta di atto oppure di potenza, né di inizio oppure di fine, ma di istanti di transizione tra un luogo e un altro. Poi mi è venuto in mente Cartesio e il suo principo dell’esistenza come conseguenza del fatto di pensare. Non funziona. Conosco gente che di anni ne ha magari quaranta e a pensare qualcosa di suo ancora non ci si è messa. Poi mi sono venute in mente le monadi di Leibniz e subito dopo mi sono ricordato che io le monadi di Leibniz non le ho mai capite quindi ho fatto in modo di scordarmele subito. Poi mi è venuta fame e sono andato a cena.
Mentre cenavamo Sara mi ha spiegato che al settimo mese di gravidanza i bambini hanno un bioritmo di circa tre ore e passano la maggior parte del tempo addormentati. Se scalciano è perché si stirano oppure cercano un’altra posizione. Ha anche detto che sentono i suoni e intuiscono la luce e l’ombra.
Al termine della cena Sara aveva voglia di mangiare delle noci e così le ho allungato lo schiaccianoci. Il nostro schiaccianoci non è uno schiaccianoci a leva come tutti gli altri. Il nostro schiaccianoci è fatto come una specie di mortaio cilindrico. Si mette dentro la noce e poi si spinge con forza il pestello. Si sente un forte SBANG e la noce va in frantumi. Sara ha fatto questa operazione su tavolo, a pochi centimentri dalla pancia. Appena il pestello ha fatto SBANG dall’interno della pancia è venuto un calcio fortissimo.
Allora io ho pensato che il momento esatto in cui una vita comincia a esistere forse non lo conoscerò mai, ma quando quella cosa che hai nella pancia ti tira un calcio fortissimo perché l’hai svegliata di soprassalto rompendo una noce allora vuol dire che quel momento è già passato di sicuro.

La foto è uno scatto di Sara sul treno Manakara-Fianarantsoa. Durata prevista del viaggio: 8 ore; durata effettiva: 21 ore.

2 commenti

  1. Io sono della scuola di pensiero retrodatante: una vita inizia il giorno che compri il vino che berrai durante la cena al termine della quale avrà luogo il rapporto che sarebbe ingeneroso definire ‘incriminato’

  2. In effetti ricordo bene il giorno in cui acquistai il vino che bevemmo il giorno che prenotai il volo che mi portò il quella città dove acquistai il biglietto del treno che mi trasportò in quella località di nome pingyao in cui ha avuto luogo il rapporto che sarebbe ingeneroso definire generoso.

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