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tutti pensano che stia scherzando

Kalopedia 15: 10nov2014-14nov2014

Chi diamine? RPWL
Che diamine? God has failed
Ma quando? 2000
Allora? Gli RPWL (l’acronimo sta per Rechtsschutzversicherungsgesell-schaften Pinkfloydische Weltanschauung Lekkakulen che significa “Band che ritiene che i Pink floyd siano bravissimi e che non ci sia niente di male a cercare di assomigliargli un po’”) sono Yogi Lang che canta imitando Gilmour, Karheinz Wallner che suona la chitarra imitando Gilmour, Chris Postl che suona il basso come lo suonerebbe Gilmour se fosse un bassista. L’album fotocopia il buon vecchio Lapse of reason (In your dreams nei fatti è un medley tra Sorrow e Keep talking) con tanto di dialoghi di film, ambizioni sinfoniche alla Shine on you crazy diamond (Hole in the sky), insulsaggini pop degne del peggior On an island strizzamaroni (It’s alright e Crazy lane) e sparuti innesti beatlesdelici (la sola Who do you think we are). Ascoltate questo album ogni volta che vi viene in mente che il discendente di un monarca in esilio si è piazzato secondo al Festival di Sanremo.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? In your dreams

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin III (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Terzo giro, seconda manciata di sabbia negli occhi. Dopotutto queste deluxe non sono realmente scarti di produzione, ma scarti degli scarti degli scarti dal momento che gli scarti di prima scelta finirono su Coda nel 1982 e quelli di seconda su Remasters 1 e 2 nel 1990. Moderatamente interessanti il medley Key to the highway/Trouble in mind oltraggiosamente Robertmiagolojohnsoniana alla maniera, per intenderci, di (Hats off to) Roy Harper, una sorprendentemente Yardbirdiana (o forse Ledzeppelinduesca) Jennigs farm blues antecedente alla germinazione nella squisitamente Ledzeppelintreesca Bron-y-aur-stomp, e infine una eteroventilata versione di Since I’ve been loving you curiosamente più simile alle successive versioni live di quanto lo fosse il final mix.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Senti l’originale e fanculo

Chi diamine? California breed
Che diamine? California breed
Ma quando? 2014
Allora? A un primo ascolto distratto ti sei fatto l’idea che che questa specie di quarto disco dei Black country communion assomigli molto al terzo disco dei B-C-C, che a sua volta ricorda molto da vicino il secondo disco dei B-C-C- che era abbastanza identico al primo disco dei B-C-C. Poi ti sei imposto di ascoltarlo più attentamente e ti sei accorto che le cose stanno esattamente così. A quel punto ti sono girati i maroni e ti sei detto che in effetti a pensarci bene gli equilibri nel songwriting tra Hughes e Bonham appaiono un po’ più sbilanciati verso il primo, e che il modo in cui il plettro stimola la corda della chitarra non è esattamente lo stesso: un pochettino più blues il ding di Bonamassa, un pochettino più ruvido lo zing di Andrew Watt, il giovane virgulto che ha studiato metal alla corte di Justin Bieber. Ma si tratta soltanto di fregnacce del venerdì, e lo sai benissimo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Sweet tea; Midnight oil

Chi diamine? Terje, Jesper & Joachim
Che diamine? Terje, Jesper & Joachim
Ma quando? 1970
Allora? I tre membri di questa estemporanea band danese tardosessanta sono in realtà Rufus Ruffcut alla chitarra, Gravel Slag alla batteria e Big Gruesome voce e basso. Nei quaranta minuti dell’album i ragazzi pestano tutto quello che ha una superificie liscia e strappano tutto ciò che è filiforme e il risultato è un po’ come ascoltare a tutto volume Let it bleed dei Rolling stones con un gatto infuriato aggrappato alle orecchie. Niente male, insomma.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? We got to leave

Chi diamine? Amy Lee
Che diamine? Aftermath
Ma quando? 2014
Allora? Che dire di una colonna sonora prodotta da una cantante che in genere non ascolto assieme a un violoncellista che praticamente non conosco per un film che probabilmente non vedrò? Forse non dovrei dire niente. Non dire per esempio che Push the button sembra una di quelle gommose hit danzerecce anniottanta prodotta da Stock, Aitken e Waterman in persone e cantata per esempio da Samantha Fox, che Lockdown sembra il risultato di una qualche oscura convoluzione tra Evanescence e From the Choirgirl hotel di Tori Amos e che Dark water invece sembra un pezzo dimenticato nella recensione di Big blue ball dell’altro giorno. Sì, farei meglio a non dire niente. Farei una figura migliore.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Push the button

Chi diamine? Road
Che diamine? Road
Ma quando? 1972
Allora? Noel Redding fuoriesce dagli Experience nel 1969 polemizzando che Jimi Hendrix usa troppo poco il wah-wah. Tutti pensano che stia scherzando e lui tre anni dopo recluta il chitarrista dei Rare earth, olimpionico di wah-wah e detentore del record mondiale di wah-wah, e insieme incidono un gradevole album sbadiglio-psichedelico alla Jefferson airplane ma con molto più wah-wah. La spiazzante Mushroom man invece è irta di bordate metal Steppenwolfiche. Sta di fatto che per Redding passare da Hendrix a Rod Richards dev’essere stato un po’ come mettersi insieme all’amichetta delle elementari dopo essersi fatto un paio di notti chiuso in hotel con l’Arcuri.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Man dressed in red; I’m trying

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