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quando c’e’ pieno di meduse

Kalopedia 07: 08set2014-12set2014

Chi diamine? Eric Clapton
Che diamine? Old sock
Ma quando? 2013
Allora? Avete presente quel tizio dall’aria misteriosa con i capelli un po’ spettinati e la barba incolta che non parla mai e piace alla vostra morosa che dice che quello lì è sempre immerso nei suoi grandiosi pensieri mentre invece voi sapete che non dice un cazzo perché non ha un cazzo da dire? Io penso la stessa cosa di questo signore che il mondo riconosce essere il più grande chitarrista vivente. Vado a vederlo da vivo e strimpella. Ascolto i dischi e strimpella. Lui fa così da vent’anni anni o trenta. Non suona e lascia che il mondo lo ritenga un dio. Comodo. E stavolta il vecchio calzino (la cover è un autoscatto al mare) neanche si dà la pena di cercare di nasconderlo. Questo album quasi interamente di cover (perché sforzarsi a scrivere canzoni?) e pieno di ospiti (perché cantare se può farlo qualcun altro?) è sfacciatamente disimpegnato e, mi scoccia un casino ammetterlo, gradevole da sentire. I due inediti sono scritti da Nikka Costa. Chi non conosce Nikka Costa può cercare su youtube On my own e poi Like a feather.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Angel; Our love is here to stay

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Led zeppelin (deluxe edition)
Ma quando? 2014
Allora? Non ho molte cose da dire sull’album se non che Led zeppelin è di sicuro uno degli esordi più folgoranti della storia del rock. Ne ho parecchie invece sui contenuti extra di questa deluxe edition che ritraggono la band dal vivo nel 1969. La performance è integrale e il suono è finalmente pulito. Ciò che impressiona e distingue questa edizione dalla miriade di bootleg di cui mi sono dovuto accontentare finora non è la furia klingoniana di Page o la voce ineffabile di Plant. Quelle si intuiscono anche nei bootleg. Quello che non si sente nei bootleg sono le evoluzioni ritmiche di Bonzo e J.P. Jones, il primo che prende a pugni i tom tom e a testate i piatti mentre il secondo che tira le corde del basso come se fossero i peli del culo del diavolo. I Led zeppelin nel 1969 erano già la band definitiva del rock, più o meno come il coevo Mucchio selvaggio era il film definitivo del genere western. Vi siete mai domandati come mai esistono così tante cover band dei Pink floyd ma pochissime cover band dei Led zeppelin?
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Ma che domande sono?

Chi diamine? Alt-J
Che diamine? An awesome wawe
Ma quando? 2012
Allora? Biscottini di cogitabonda spensieratezza in pieno stile anni dieci alla CTRL-C intinti in un tazzone di trip-elettronica in perfetto stile MAIUSC-Z con qualcuna di quelle modaiole bricioline new-folk alla TAB-Q. Album pretestuoso e artificioso, pensato a tavolino per lanciare in orbita i ragazzi alla stregua di nuovi CTRL-ALT-CANC, ma di fatto arenatosi dalle parti di una scialba scopiazzatura dei già poco allegri SHIFT-RUN/STOP.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Something good

Chi diamine? Autori vari
Che diamine? The Thingies have arrived!
Ma quando? 1998
Allora? Larry Joe Miller nel 1964 si è spostato dalla città dove cazzo abitava per andare in Florida a strimpellare una inconsapevole miscela di surf, rockabilly, Beatles e psichedelia ma soprattutto a trapanarsi un container di passera e la cosa gli dev’essere piaciuta talmente tanto che da allora non si è più mosso da lì. Trent’anni dopo questa bizzarra compilation raccoglie la maggior parte di quei singoli, spesso musicalmente ingenui ma talvolta sorprendenti. Il disco perfetto da ascoltare in cuffia sulla spiaggia di Fiascherino mentre friggi al sole sconformtato dal fatto di non poterti immergere in acqua perché c’è pieno di meduse.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Morning sun; I’m going ahead; Hymn to her; Sing out

Chi diamine? May blitz
Che diamine? May blitz
Ma quando? 1970
Allora? Se i Led zeppelin nel 1970 ti arrivavano in faccia proprio come un dirigibile di piombo, i May blitz non venivano certo a leccarti le ferite. Germinati dai Bakerloo più o meno come i Led zeppelin dagli Yardbirds, questo trio di talentuosi spaccapietre mette insieme un album furente e tirato dalla prima nota all’ultima che non ha niente da invidiare ai Cream, ai Led zeppelin o ai Rush più incazzati. Una bella idea sarebbe ascoltare questo disco a tutto volume prima di andare a una riunione di condominio.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Smoking the day away; Virgin waters

Chi diamine? Franco Battiato / Antony
Che diamine? Del suo veloce volo
Ma quando? 2014
Allora? Per molti esibirsi dal vivo significa canticchiare un po’ alla svelta una quindicina di canzoni imitando per quanto possibile la versione in studio, ringraziare alla fine e intascare velocemente il cachet. Battiato invece l’ho visto sette volte e ogni volta credetemi ha superato le correnti gravitazionali. Non c’ero quella sera all’Arena, perché vagavo per i campi del Tennesse, ma orbitanti attorno al centro di gravità c’erano Antony, Alice e l’orchestra Toscanini. Il fatto è che a me questa roba romantico-chansonnier-lamentina alla Fleurs 1-3-2 mi fa venire la via lattea nei maroni. A me mi piace il free jazz punk inglese, va bene? La realtà non esiste di Claudio Rocchi è un capolavoro.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? La realtà non esiste; Del suo veloce volo

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