pubblicazioni!
con mio immenso (e, credetemi, sincero) sbalordimento tre mie storie hanno trovato la strada della pubblicazione cartacea. si tratta di "berlino 30/4/2006, 4:00 am" su cyclette, la prima antologia di racconti illustrati di tapirulan; di "pro fumo" su "la luna di traverso", rivista letteraria per scrittori emergenti ed infine di "nulla" sull'antologia horror "scheletri" edita dalla magnetica edizioni.
tre brevi estratti.
———————-
da "pro fumo"
pubblicato su "la luna di traverso" n. 17. Tema: "profumo"
http://www.mupeditore.it/page.asp?IDCategoria=1325&IDSezione=5813&IDOggetto=328&Tipo=PRODOTTO
(…)
Salgo in casa e corro finalmente in bagno. Ripenso a Sylvia, pervaso da una impalpabile sensazione di appagamento. Non mi sono sovvenuti i soliti quattro pensieri sconci, non me la sono spogliata con gli occhi come faccio ogni volta che… beh, un po’ il sedere gliel’ho guardato, lo ammetto, ma vi garantisco che l’avrebbe sbirciato anche persino Ray Charles. No, stavolta è stato diverso. Ho inalato per pochi minuti la bellezza, la spontaneità, la freschezza di questa giovane sconosciuta interiorizzandone il contrasto con l’ariaccia malsana e stantia che soffia dalla mia anima verso fuori, questo vento di sentimenti marci e corrotti che sembra spirare direttamente dalla burella dell’inferno.
Beh, tanto non la rivedrò mai più, Sylvia. Pazienza. Però, Cristo santo, ma cosa diavolo c’era nella cena di ieri sera? Qua dentro c’è un odore di carogna che mi sembra di essere seduto nell’esatto centro di un universo di merda…
Driiiiiin, ancora il campanello. «Un momento!», strillo.
(…)
da "berlino 29/4/2006, 4:00 am"
pubblicato su "cyclette", ed. tapirulan
http://www.tapirulan.it/cyclette.php
(…)
«Aghswaldenshörrenhüberwalzenkopffershtaub?»
«Èeeh?»
Una ragazza in piedi giusto di fronte a me indica qualcosa alla mia destra.
Ruoto la testa: a un centimetro dal mio piede vedo una melmosa pozzanghera rosa scuro dentro cui galleggiano solidi brandelli bruni, e qualcuno chiaro. La superficie ondulata, frustata dal vento, riflette le opalescenti luci del locale gay al di là della strada. Sembra proprio che qualcuno m’abbia appena tritato di fianco un intero succulento Barbapapà.
«Agh-swal-den-shörr-en-hü-ber-wal-zen-kopf-fer-shta-ub?» ripete pazientemente la ragazza, sillabando.
Mi giro verso di lei.Occhi chiari, capelli biondi, pelle bianca, gote rosse. La tipica crucca. Bassina, bei fianchi, due grosse tette. Venticinque/ventisette anni.Tra lo scopabile e il carino, direi. Mi guarda e muove le labbra al rallentatore, come se mi fossi vomitato anche un po’ di cervello, oltre che la cena. Nel frattempo dondola avanti e indietro tenendo le braccia staccate dal busto per stabilizzare l’equilibrio precario. Ho il chiaro sentore che mi produrrà un bel Barbamamma sulle scarpe entro pochi secondi.
È con due amici, i quali si guardano la scena a una manciata di metri. Ridacchiano e si palpeggiano con trasporto.
«No spreche deutsch. Speak english?» replico.
(…)
da "nulla"
pubblicato su "Scheletri", ed. magnetica (il volume uscirà nell'autunno 2007)
(…)
“Manu – farfuglio – che mi succede? Dove sei, Manu? Ti prego… dove sei?”
“Qui, Albi, che c’è?”
Scatto a destra: “MANU!” Un balzo: l’abbraccio con tutte le poche forze rimaste. “Manu! Dio, Manuuu! Che bello che sei qui, Dio, Dio! Manu!”
Il suo corpo tra le mie braccia, le lacrime scendono copiose ad irrorare di sollievo e di gioia le guance, i vestiti e i capelli di Manuela.
“Manu!” la stringo per le spalle, ora, e la scuoto come un distributore di sigarette.
Afferra i miei avambracci. “Calmati adesso. Su, da bravo”.
“Sì… sì” e la lascio. “Ohhh Manu!” e la abbraccio più forte di prima.
“Per favore, Albi… per favore”.
Respiro profondamente. La commozione mi cola giù dal cervello come sciroppo sopra il gelato.
“Che… che mi succede? Manu, io…”
Una mano tra le sue: “Davvero non lo sai?”
“No, no… prima il comodino, poi l’armadio. Tutto, Dio, tutto! Guarda laggiù. Lo vedi? LO VEDI!”
Paziente: “Che cosa devo vedere?”
“IL NULLA!”
(…)
Ma bravo UfJ!
“Scheletri” era un concorso che interessava anche me, ma non sono riuscito a buttare giù la storia che avevo in mente.
Come già sai, il racconto NULLA l’avrei visto bene anche su “cyclette”.
vero, pigi, vero. ricordo bene che la storia t’era piaciuta. anch’io su ‘cyclette’ avrei preferito ‘nulla’ a ‘berlino’. ma considerando il prodotto finito, col suo taglio prevalentemente umoristico, forse è stato meglio così.
La verità che hai tante storie belle…l’importante non è dove le pubblichi ma che continui a scriverne!!!