forcaiolo
In genere a vent’anni le posizioni radicali sono le più affascinanti perché appaiono le più lontane dal compromesso e dalla imperfetta e mutevole natura umana. Sovente, attorno ai trent’anni, arrivano disillusione e precariato. Quando poi si approda ai quaranta nella mente ahimé già campeggia la cosiddetta filosofia della mediazione, altrimenti detta cerchiobottismo o meglio “si salvi chi può”.
A me succede il contrario. A vent’anni ero affezionato alle mie ideologie, ma ero anche convinto che il confronto fosse un momento essenziale perché dalla mediazione scaturisce una sintesi del meglio tra le posizioni contrapposte. Al limite, un avversario politico andava sconfitto sul piano politico, mai personale. Quello venga pure in parlamento, pensavo vent’anni fa. La sgradevole evanescenza delle sue idee si dissolverà come una loffetta a un convegno di fisica quantica.
Adesso ho quarant’anni e sono diventato forcaiolo. Non so se mi perdonerete, ma proprio non ne posso più. Toglietemelo di torno. Usate una legge, un decreto, un processo, rapitelo con un’astronave, buttatelo dal terrazzo, iniettategli qualcosa ma levatemelo dal cazzo. Oppure mi date un furgone, gli passo sopra, faccio retromarcia, scendo e sputo in faccia al cadavere di quel maiale.
Poi forse starò meglio.
Sapete, quando l’altro giorno ho visto tutti quei delinquenti che spingevano per entrare in tribunale per un istante ho pensato a una sorta di redenzione collettiva. Ancora non ho capito perché li hanno lasciati uscire.
Volevo mettere una foto qui sopra, ma a quanto pare se lo faccio commetto il reato di istigazione a delinquere. Sono sicuro che a me mi schiafferebbero in gabbia immediatamente.
In ogni caso concordo con voi che questo post di Zumba, che affronta più o meno lo stesso concetto, è scritto con tutt’altra classe.