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festini teutonici e tanto catarro

Playlust 01: 14-18 luglio 2014

Be’ dal momento che vado meno ai concerti mi sono rassegnato a blaterare della musica che sento in cuffia.

Chi diamine? Arena
Che diamine? The cry
Ma quando? 1997
Allora? Quel
progressive plin-plin con tastieroni ambientali new age che più che
progressive sta comodamente a metà strada tra l’insulso e Mike Oldfield.
L’ultima traccia, vagamente aromatizzata alla Marillion, suggerisce che
questo qua, una volta, era una specie di supergruppo.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? The healer

Chi diamine? Badlands
Che diamine? Badlands
Ma quando? 1989
Allora? Avevo
proprio voglia di un po’ di hard rock bello potente con suggestivi e
inaspettati echi zeppeliniani. Gli echi zeppeliniani in verità ce li
hanno un po’ tutti quanti, specialmente oggigiorno, ma non tutti hanno a
disposizione un fenomeno come il compianto Ray Gillen.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Con le stronzate che senti di solito stavolta puoi sentire anche tutto l’album

Chi diamine? The Black keys
Che diamine? Turn blue
Ma quando? 2014
Allora? Conversazione
tra due amici (almeno uno dei quali certamente ingegnere): “Allora,
com’è andata la notte di sesso con l’Arcuri?”. “Topa da paura, una
maiala esagerata. Ma non era l’Arcuri, era una sosia uguale
spiaccicata”. “E quindi che voto daresti, da 1 a 5?” “Alla notte di
sesso darei 5, il massimo. Ma nei fatti non era l’Arcuri, quindi dovrei
dare 1 , anzi, 0”. “Insomma te la riscoperesti sì o no”. “Altroché”.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Faresti bene a sentirlo tutto

Chi diamine? James LaBrie
Che diamine? Impermanent resonance
Ma quando? 2014
Allora? Solidamente
intenzionato a prendere il largo dal cumulonembico tsunami di
semibiscrome dei Dream theater, LaBrie approda nelle corroboranti acque
territoriali del pop-metal giovanile ricco di melodie iperbanali, growl
che non spaventerebbero un leprotto e moltitudini di reggiseni sul palco
(reggiseni etimologicamente inutili considerata la giovane e soda età
anagrafica del pubblico in questione). E chi lo smuove più da lì?
Divertente la scopiazzata del riff di Amnesia ai danni del tema
gobliniano di Profondo rosso.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Agony; I got you

Chi diamine? Mortad hell
Che diamine? There’s a satanic butcher in everyone of us
Ma quando? 2005
Allora? Certo
metal è storicamente più serioso di un conclave cardinalizio. I Mortad
hell sanno sfottere piuttosto efficacemente i numerosi stereotipi del
genere e al contempo produrre un album che si ascolta volentieri almeno
un paio di volte, ben imbottito di blasfemia, doppio pedale e tanto
catarro. A me è bastato leggere il nome della band per farmi venire
voglia di scaricarli.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Copula um demonae; Little rabbit don’t go to Paris

Chi diamine? Meat loaf
Che diamine? Bat out of hell III – The monster is loose
Ma quando? 2006
Allora? Una
efficace suddivisione degli album di Meat loaf consta di due categorie:
gli album prodotti da Jim Steinman e gli album che fanno cagare. Alla
prima categoria appartengono Bat out of hell I e Bat out of hell II ma
non Bat out of hell III, album platealmente collocabile a metà strada
tra il “Wagnerian rock” (definizione meravigliosa coniata dallo stesso
Steinman) e certe feste di compleanno teutoniche degli anni novanta. Il
problema è che dischi del genere per essere belli devono essere davvero
belli. Altrimenti risultano solo estenuanti.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? If it ain’t broke break it; In the land of the pig the butcher is king

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