entomoaracnomachia – 2 ‘crepuscolo’
un secondo mail di sara. mi propone un aperitivo post-ufficio.
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Il generatore tossisce, lo schermo sfarfalla. Sara si sporge dalla finestra. In alto, un sole livido penzola dal cielo come un inutile bottone. Laggiù, venti piani più sotto, le ombre grigie si agitano simili a minacce cinematiche. Gli orologi al quarzo sono fermi da chissà quando, quelli a lancette segnano l’ora giusta non più di due volte al giorno. Sara trae un profondo sospiro, inalando pulviscolo tossico. Contrazioni compulsive del diaframma. Tossisce. Si affretta a rientrare e abbassa il vetro rigato da crepe.
Ammassa le scrivanie contro il muro, afferra un pennarello rosso e disegna un numero imprecisato di righe sul pavimento, davanti alla finestra.
Siede a gambe incrociate, ora, al centro della meridiana improvvisata. Attende. A un certo punto un tenue raggio le illumina il volto.
Balza in piedi.
“Finalmente le fottute cinque e mezzo!”, sbotta. “Che sete stramaledetta. Ora vado proprio a farmi una birra gelata giù al Dulcamara!”
Aggira i tornelli semiliquefatti, scavalca il cumulo di calcinacci misto ai resti della porta antipanico e corre giù per la scala oramai priva di ringhiere.