digli a l. reed se gli avanza dello zucchero

Voi non sapete chi sono, ma loro vi racconteranno dove abitano.
WACKY MADHOUSE – PARTE 1
Lì dove abita WR12
Dove abito io, proprio sullo stesso pianerottolo, ci abita un vecchio tossicone che tiene gli occhiali scuri anche in casa e che somiglia un po’ a Umberto Bossi. E’ uno che attacca delle pezze micidiali e ha sempre la casa fornita e ti presta sempra tutto e non chiede mai niente indietro. Secondo me perché si scorda. A tutti quelli che incontra gli scrocca una paglia ma io sono al sicuro perché non fumo. Però lo stesso se non sto attento mi incula gli accendini sulla stufa. Dice che conosce i Metallica e hanno pure fatto un disco insieme. Il titolo del disco è il nome della badante che poi io so che non è il suo vero nome ma è il nome d’arte che aveva negli anni novanta quando girava film porno amatoriali in Germania. Dall’altra parte del pianerottolo ci abita un tale che suonava la chitarra in una band chiamata Gli Scarafaggi. Lui in casa non ha mai niente e infatti è sempre dietro chiedere roba al vecchio tossicone che somiglia a Umberto Bossi. Mangia un casino di verdura, ma non la compera mai. La va a scroccare a quello di sotto.
Quello di sotto è uno molto strano che mi inquieta un po’. E’ uno che odia i gatti e se gliene capita in casa uno lo butta dalla finestra. Dicono che una volta s’è sbagliato e ha buttato un’altra cosa ma io non ci credo. Anche lui suona la chitarra, ma meno bene degli altri. Suonava in una band chiamata Il Pollame e una volta ha fregato la morosa al mio vicino, quello che mangia la verdura e suonava negli Scarafaggi. Questa morosa qui era un pochino zoccola e per un po’ di tempo è stata con tutti e due, poi però il chitarrista che abita sotto ci ha scritto una canzone d’amore, a quella tipa lì, e l’ha chiamata Layla, come la tipa, senza neanche cambiare il nome, così che il chitarrista degli Scarafaggi anche se non è proprio un fulmine quando ha sentito la canzone alla radio s’è incazzato un casino e gli ha spaccato in testa una Fender, al tizio del Pollame, ma non ha smesso di scroccargli la verdura. Lui, quello che suonava negli Scarafaggi, abita esattamente sopra a quello che suonava nel Pollame e un po’ per incuria, un po’ perché ancora si ricorda quella faccenda della morosa un po’ zoccola, lui annaffia sempre le piante facendogli cadere l’acqua sporca sui suoi panni stesi e in più scuote le briciole della tovaglia sul suo balcone così i piccioni ci vanno a scagazzare.
Al piano terra c’è un tizio mezzo sordo che suonava pure lui la chitarra. Quello lì oltre che mezzo sordo è anche mezzo scemo e infatti tutte le volte che gli chiedo in che banda suonava lui mi chiede “Chi?”. Allora io gli ripeto: “Tu. Ti sto chiedendo in che banda suonavi tu!” E lui “Chi?” E io di nuovo glielo torno a chiedere e andiamo avanti così finché non mi stufo. Quel tizio lì è uno molto noioso e ha sempre da dire se passi coi piedi sporchi di fango. Io di solito porto pazienza ma una volta sono passato coi piedi sporchi di merda invece che di fango e gli ho pure attaccato lo scotch sul campanello. A dire la verità non l’ho fatto perché ero veramente arrabbiato ma l’ho fatto per fare il galletto agli occhi della nuova vicina che mi fa sempre dei sorrisi. Si fa chiamare La Bionda ma secondo me è tinta e mi piacerebbe tanto vedere che colore ha là sotto per essere sicuro. Sì, mi piacerebbe proprio tanto vedere che colore ha là sotto.