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deep purple – live a parma 7/3/2007

metto online la recensione del concerto scritta da b. (alias 'amica di porthos').
…che serva a farla ricredere sul suo proponimento di ieri?
la foto è di mauro, che ringrazio.

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Fuori spioviggina, dentro il palazzetto si riempie. Ogni volta che entro lì dentro maledico il comune che non ha ancora creato uno spazio adatto ai concerti. Mi siedo in alto, al caldo, in linea d'aria diretta con Gillan, poche file sotto i potenti proiettori. Come faccio a sapere di essere in linea d’aria con Gillan, dite? Presente quando il Nostro è finito in ombra verso la fine di Smoke on the water? Ecco… quello è il mio profilo;-P
Un inizio strepitoso (e più che puntuale: ore 21.28) con Pictures of home. Gillan si presenta sul palco scalzo, con un paio di jeans vagamente a zampa e una bella camiciola bianca con sopra dei grandi fiori rossi. Fa sempre la sua porca figura, anche se la camicia è fuori dai pantaloni a coprire le magagne dell'età! Gli altri, invece, si presentano sul palco in modo molto rock…. Roger Glover con l'immancabile bandana nera, completamente vestito di nero; Steve Morse indossa un paio di jeans e una camiciola tinta unita, non perde istante per mettere in mostra i capelli biondi e i muscoli delle braccia; Don Airey invece pare uscito da un un film sui moschettieri: pizzetto e baffetti, messimpiega fresca fresca e camicia; su Ian Paice poco da dire, se non che somigliava a una (brutta) donna – davvero orrendo quel tremulo di ciccia nelle braccia che esibiva negli assoli di batteria. Gaaaaaakkkkkkk! I DP continuano con con Things I never said: Gillan è sempre Gillan, ora incita la platea ad agitare le mani, infine parla po' con il pubblico. Dimenticavo: all'inizio del concerto qualcuno/a ha lanciato sul palco un tanga rosso fuoco che Ian si e premurato di controllare bene, non si sa mai che pensasse di trovarci anche il contenuto! E ora una delle mie preferite: The battle rages on; picchiano duro i ragazzi, grandioso Gillan grandioso Morse e grandioso Glover…. ma la mia attenzione viene rapita da una vocina dietro di me che strilla a più non posso le parole della canzone. La solita ragazzina fanatica, penso. Mi giro: un bimbetto sui 7 anni, biondino e magro, accompagnato dal papà sulla 40ina. Si sgola come un matto per cantare la canzone. Tra le mille magliette nere relative a concerti più o meno datati di questo o quel gruppo, lui indossa la sua magliettina grigio melange con stampato sul petto un Qui (o Quo o Qua…) piccolo piccolo e dai jeans gli spuntano le mutandine coordinate con tante faccie di paperotti, tirare sopra la maglietta fino a metà pancia dal padre maldestro che deve averlo accompagnato al bagno mezz'ora prima dell'inizio del concerto… Grandioso, voglio un figlio così! Intanto là sotto Gillan continua a cantare mentre gli altri fanno i Musicisti con la M maiuscola. Passa Strange kind of a woman e il pubblico rumoreggia; gli assoli indimenticabili di Morse, che non sarà Blackmore ma ne è degno erede, i duetti Morse-Glover-Morse-pubblico e le rullate di Paice sono emozionanti. Questo è il mio quarto concerto dei DP, lo metto secondo soltanto alla performance con l'orchestra (e special guest Dio) del 99. Rapture of the deep, che Gillan dedica all'amico Manny (o Danny), e giù uno scroscio di applausi e di mani alzate quando parte Fireball poi via con Wrong man che si chiude con uno stupendo assolo di Morse. Morse, dicono i giornali, pare abbia sorriso tutta sera al pubblico. I toni si calmano e la voce di Gillan irrompe: è il turno di When a blind man cries; il pubblico accompagna. Spero tutta sera in Child in time ma su questo Ian mi delude. Al suo posto una bella Lazy, spumeggiante e distratta, poi Kiss tomorrow goodbye anch’essa dall'ultimo album salutata da un tripudio sopratutto dalla parte giovane del pubblico, e ancora mani che si alzano e osannano gli assoli del tasterista che si cimenta in tutto ciò che gli passa per la testa: dal Guglielmo Tell a La donna è mobile terminando in Perferct stranger, la canzone preferita da Glover, come dirà egli stesso in un’intervista alla Gazzetta – e si vede: ci mette l'anima e non solo quella. E’ la volta di Space truckin' e Highway star: la gente continua a cantare e alzare le braccia e loro sono sempre più carichi…
Ma come si fa a descrivere un concerto a parole? Un concerto è musica, suoni, colori, un concerto è anche odori, a volte pure sgradevoli (vedi i vari GoM o i concerti estivi….).
Siamo alla fine: parte Smoke on the Water e il palazzetto esplode. Telefonini accesi, fotografie a non finire… sono grandi, i DP, non c'è che dire. Il bimbetto di prima naturalmente conosce a memoria anche tutta Smoke on the water e si agita come un fossennato con addosso la sua magliettina Disney! Mi alzo in piedi a cantare e… oscuro Gillan 😛 (non ho resistito).
Tutto termina. Nel buio del palazzetto iniziano i cori di Black night: li rivogliamo fuori i nostri dinosauri del rock! Ritornano, ecco Hush, che conquista anche i più anziani, quelli che ancora non si erano schiodati dalle poltroncine, quelli con i capelli bianchi e tante rughe; tutti in piedi il palazzetto ribolle di vita e di musica ma sopratutto di rock! Black night conclude la serata e i grandi se ne vanno, non senza ricevere una parte dei lunghi applausi che gli vengono tributati. L’ultima immagine, Glover si attarda sul palco intento a disseminare plettri a destra e a manca… va anche lui. Ora è davvero tutto finito.
Un’altra bella esperienza da portare dentro il cuore! Oggi mi sono letta un po' di recensioni al concerto e pure la scaletta, se non col cavolo che mi ricordavo tutto a memoria… Si dice che Gillan non fosse in perfetta forma: pare abbia avuto un piccolo malore nel pomeriggio. Chissà… magari fosse stato al 100% ci sarebbe stata Child in time?
A proposito: Child in time la sto sentendo proprio ora. Oggi mi sono comprata l'ultimo CD dei Blackmore's night e sopra c’è una versione di Child in time cantata da Candice e suonata da Ritchie! Che dire? Preferivo l'originale ;o)
Ebbene, caro UfJ, questo è il mio resoconto, scritto a spizzichi e morsi nel pomeriggio tra un contratto e l'altro; l'ho fatto perchè volevi sapere cosa pensavo del concerto. Vuoi sapere cosa penso? Penso che ti sei perso un gran concerto! Ma c'est la vie! ora sui DP siamo pari: 4 a 4.

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