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come le lumache che mangiano la mia insalata

WACKY RACE – TREDICESIMA TAPPA

Neil Young & Crazy Horse, 26 luglio 2013, Ippodromo delle Capannelle, Roma

Era una notte buia e tempestosa e i WR proprio non riuscivano a trovare pace. Ogni sito era stato esplorato, ogni motore di ricerca consultato, ma non c’era traccia di un festival rock che fosse all‘altezza. Bissare la scaletta del Rock im Park 2012 era di fatto impossibile. A un certo punto un urlo terrificante lacerò il silenzio: WR2 saltava sulla sedia gridando “Eureka! L’ho trovato!”
Seguirono lunghi mesi di terrorismo da parte di WR2, sedicente esperto mondiale di Neil Young, a detta sua più di Neil Young medesimo. Pochi timori da parte dei fan più navigati, abituati ai trentacinque minuti di puro feedback di Arc, a due mesi consecutivi di autoradio non stop sulle gracchianti eppure lamentevoli note arrangiate da Lanois, a un anno abbondante di catechesi non richiesta per scalfire la pesante crosta anni ’80 dalla superficie di Trans. Se ancora una volta Neil Yong voleva stupirli, i Wacky Racers erano  pronti. WR2 Intanto ghignava e si sfregava le mani: “L’avete sentito Psychedelic pill? No, dico, l’avete sentito sì o no? Eppoi dopo dodici anni ci sono di nuovo i Crazy Horse come backing band. Faranno 3 canzoni in 2 ore. Anzi, meno”. I WR più timidi, quelli che avrebbero risentito volentieri Old Man e Harvest Moon, iniziarono a tremare.
Poi venne il giorno.

“L’esibizione dal vivo è una prova del nove, no? Il concerto può trasmettere emozioni e mostrare i lati migliori di un artista, o i peggiori. O anche il nulla cosmico, come sovente accade alle acclamate giovani band, infighettite e impacchettate sul palco come action figures di sé stesse. Sai, io non sono una fan accanita di Neil Young e conosco solo un po’ della sua discografia. Sto imparando ad ascoltarlo ed apprezzarne la sua intensità a 34 anni suonati. Sono curiosa di sentirlo e di vivere sulla mia pelle un suo concerto” sussurra WR13 con un filo di voce.
“Hawr, hawr, hawr!” latra WR2 sfregandosi le mani.
Nel frattempo un enorme agrume semovente affianca la Doppiozero. Ma cos’è? Chi lo ha concepito? Quale forza lo fa muovere? Dove è diretto? Chi lo pilota? Un’occhiata di sfida e i Wacky Racers se lo lasciano alle spalle. O forse no…
WR12, detto Wackyrasta, prende la parola: “Io dico che l’estate ci ha messo un po’ ad arrivare ma luglio sembra durare poco più di un attimo e allora pronti, via, Roma, abbiamo fatto bene, e là davanti il grande raccordo anulare il giorno della grande partenza, chilometri di romani pronto per andare a fare aoooooo a Fregene, e dappertutto un caldo pazzesco che poi io è una vita che lo chiamo Nello il Giovane, come se fosse un mio compagno di classe, e poi ascolto un vecchio ellepì con un interno copertina che sbraga, sì, ecchecazzo, se riesci a far sembrare bello un pomo dorato con riflessa la tua immagine allora hai guadagnato tutto il mio rispetto. Ma farà il disco nuovo? Quello con Clementine? O quello pallosissimo pieno di schitarrate dell’anno prima quello… com’è che si chiamava? Oh be’ tanto a me piace il reggae, le canzoni che cominciano con King Selassi-ai, per intenderci, e quindi viva Devendra, viva Banhart e comunque ti assicuro che mangiarsi una gricia perfetta è un motivo sufficiente per venire fino a Roma che poi alla fine la faccenda è un po’ come le lumache che si mangiano la mia insalata…”
“Oh, veh che io t’avevo chiesto solo cosa vuoi fare per pranzo”, bofonchia WR2 mentre si pulisce l’interstizio tra due premolari con l’unghia annerita.

I WR si aggirano accaldati e affamati per le stradine canicolari di un ameno paesello sui colli romani, quando all’improvviso un urlo squarcia la calura: è WR12 che indica tremante la vetrofania di un piccolo ristorante: “Guardate! La chiocciolina! Spartaniiii! Stasera ceneremo all’inferno!”
Due ore di ristoro e poi si riparte. I chilometri scivolano all’indietro serpeggiando tra i colli. Là davanti ora c’è davvero il GRA, il Grande Ritardo Annunciato. E così i Wacky Racers vengono fagocitati dal serpentone di lamiera che abita il GRA. Provano a divincolarsi, a combattere, a dimenarsi. Ma non c’è scampo. Alla fine si rassegnano e lo attraversano a testa bassa per l’intera lunghezza delle viscere fino a uscirne, sfiniti, dall’altra parte.
Arrivano correndo nell’arena e pochi minuti più tardi si spengono le luci? Cazz, è vero. C’eravamo scordati il supporting act. E allora ecco salire sul panco la band dalle mille anime: ecco a voi gli Emperors-Of-The-Boredom, i Dormo-Io-Che-Dormi-Anche-Tu, i Cazzo-Se-Avessimo-Noi-L’Energia-Di-Quel-Cazzo-DI-Ultrasessantenne-Di-Neil-Young. Ecco a voi il temibile Devendra Sonstufo Banhart.
Archiviato con la mossa dello Sbadiglio Atomico, il Giovane-Naturalista-Indie-Rock-Psych-Avant-Folk-E-New-Weird-America lascia la ribalta al Possessore-Di-Tutti-I-Trenini-Elettrici, il celebre Grigliatore-Di-Salsicce-Campagnole, il Collezionista-Ferroviario-Galattico, il Fautore-Del-Motore-Ecologico-Che-Funziona-A-Scoregge. Insomma, Lui.
E fu Magia-Allo-Stato-Puro.
Inizia la tempesta elettrica. I quattro insieme diventano una bobina di Tesla che accumula energia fino ad esplodere all’improvviso dagli strumenti. La scaletta attinge a periodi diversi ma il suono è sempre lo stesso, rock grezzo e grasso irto di feedback e distorsioni. Una scaletta spettacolare, a conti fatti. Il meglio di Psychedelic Pill e una dozzina di canzoni dal passato, più o meno rare, suonate come se ogni singola nota fosse stata composta per te, in quel preciso istante. Le chitarre di Young e Sampedro se le suonano di santa ragione e la sezione ritmica dei Crazy Horse da man forte ora all’uno ora all’altro. Neil Young gira le spalle al pubblico, non ha bisogno di atteggiarsi a rocker. I WRs, tutti i WRs, hanno gli occhi lucidi e lo stomaco in subbuglio. Sentire l’artista è una sensazione indescrivibile. E così WR13 si commuove durante una vibrante Heart of Gold, seguita da una catartica Blowin’ in the wind. Alcuni minuti e WR3 riconosce l’attacco di Cortez the killer. Nessuno sa quante volte ha ascoltato quel pezzo nel momento più difficile della sua vita. Nessuno tranne WR12. WR3 incrocia lo sguardo di Neil Young, è un istante. Fa un lungo sospiro. Cortez the killer scorre lentamente nelle vene, per sempre.
“Devendra ah Devendra, sì, io lo godo da dio, sarà per il nome. Sì forse è per il nome. E poi Nello, Nello, le conoscevo tutte, eh, anche Cortez the killer che poi è successa una cosa strana durante Cortez the killer che già il fatto che abbia fatto Cortez the killer è strano dato che Nello non la fa dal vivo almeno dal ’34 e poi la gente del pubblico sono tutte brave persone mica quei gosini che c’erano l’altro giorno da Manu Chao e poi le canzoni che durano dieci minuti l’una ma lo stesso le godo bello il tizio là sul palco con la grattugia, bello il pezzo da saloon e vabe’ pure quello unplugged e io che mi immaginavo solo schitarrate ma chi era che diceva che quello fa solo delle schitarrate, eh, chi lo diceva?, e poi c’è la storia della spazzatura che ci ho messo un po’ prima di capirla ma poi dico io come fai a fare una coreografia con la spazzatura che vola in giro, dico io, e veh, alla fine salta fuori pure Cinnamon Girl la mia canzone preferita ma lui, no, lui la tronca lì a metà, dopo un minuto e mezzo quando tutti gli altri pezzi ci volevano tre minuti solo per fare un accordo ma va bene lo stesso va bene così e Bravo Nello anche se non è più tanto giovane o forse proprio perchè non è più tanto giovane lui gli spacca il culo a tutti quei gruppetti punkettini del cazzo che si susseguivano a Bologna al Joe Strummer che poi è la stessa faccenda del mio orto, non so se te ne ho parlato, del mio orto che le lumache…”
“Oh, veh che io t’avevo solo chiesto se t’era piaciuto il concerto”.

Epoi?
E poi una birra sempre sul grande raccordo, macchine a destra macchine a sinistra, e poi la festa della birra artigianale di Marino, cui i Wacky Racers arrivano ormai sfiniti e ne escono definitivamente sfiniti. E poi di nuovo l’enorme agrume stradale in piazza a Marino e i Wacky racers sanno, sì, sanno che l’incontro non è casuale e solo la folla schierata impedirà un deflagrante scontro diretto. E poi la ricerca del fresco parco di Scandiano in quei di Tivoli, il suono del carillon, le foto sataniche di gruppo con passante ignaro, la chiocciola “follow me”. E poi, canyon, precipizi, e poi giù nelle viscere della terra, profondissime grotte e enormi cascate fino ad arrivare là dove nessun Wacky Racers si era mai spinto prima.
Al cannorama.

Setlist
Love and Only Love
Powderfinger
Psychedelic Pill
Walk Like a Giant
Hole in the Sky
Red Sun
Heart of Gold
Blowin’ in the Wind
Singer Without a Song
Ramada Inn
Sedan Delivery
Surfer Joe and Moe the Sleaze
Rockin’ in the Free World
Cortez the Killer
Cinnamon Girl

5 commenti

  1. “I chilometri scivolano allindietro serpeggiando tra i colli. Là davanti ora cè davvero il GRA, il Grande Ritardo Annunciato. E così i Wacky Racers vengono fagocitati dal serpentone di lamiera che abita il GRA” Stima e rispetto, Prc Tr!

  2. Io sottolineo che qualcuno deve fare ancora qualcosa a qualcun’altro. Ci siamo arrivati in 10 minuti all’ippodrome Le Capannelle o no?

  3. e io spero tanto di esserci quando quel qualcuno fara quella cosa a qualcun altro. spero esserci e gustarmi la scena. me la immagino piuttosto raccapricciante.

  4. cinnamon girl!!!!! cinnamon girl…. potrei mettermi a piangere solo al pensiero di sentirla dal vivo….
    Mi sono milanesizzata ma fatemi sapere quando andate ad altri concerti!!!!
    CU on the other side /

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