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cazzuto almeno quanto il nome leon

Kalopedia 11: 01ott2014-10ott2014

Chi diamine? The Bosshoss
Che diamine? Liberty of action
Ma quando? 2011
Allora? Provate a immaginarvi due figuri berlinesi che fanno Völkel e Vollmer di cognome ma si fanno chiamare Boss Burns e Hoss Power. Tatuaggi, baffi a ferro di cavallo, giubbotti di pelle, armi, polvere, figa e benzina. Il sound è un disco-punk-rockabilly da festino liceale o, pensandola in grande, da oktoberfest texana. Insomma, fantastici, dalla settima pinta in poi.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Liberty of action; My way; Run run devil

Chi diamine? Ashkan
Che diamine? In from the cold
Ma quando? 1969
Allora? Un motivo che potrebbe spingere all’ascolto dell’unico album di questa meteora tardosixties sta nel fatto che il chitarrista, qualche anno più tardi, si sarebbe fiondato a più riprese la moglie di Mick Fleetwood causando addirittura il temporaneo scioglimento dei Fleetwood Mac. Non è tanto per lo scioglimento dei F-M, che si riformeranno solo un paio di anni più tardi per incidere uno degli album più venduti di tutti i tempi, ma chi ha presente la stazza di Mick Fleetwood e sa che mestiere fa avrà capito che Bob Weston è uno che di sicuro ha più fegato che talento. Venendo all’album, si tratta di un grezzo esempio di hard-blues inglese di fine decennio che ronza dalle parti di Cream, Joe Cocker e compagnia psicostrillante.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Take these chains

Chi diamine? Mutemath
Che diamine? Odd soul
Ma quando? 2011
Allora? Una ratatouille musicale cucinata con ardore e sapienza che mette insieme, tiro a caso, Police, New order, Black keys, Calexico, Chemical brothers, psichedelia, progressive, funky, jungle e chissà quanto altro ancora. Un album che sa di luci stroboscopiche, di zampe di elefante, Pontiak che sfrecciano sul lungomare alle prime luci dell’alba, mirror ball, capogiri, luna park, coca rum, polaroid, sesso a tre. Un dito alzato nel culo di Black keys, King of Leon, Band of horses, Strokes e compagnia autofighettante. Questo, cari miei, è un album cazzuto almeno quanto lo è il nome “Leon” e i Mutemath sono destinati a essere la next big thing dello show business mondiale.
Sì ma allora? XXXXX
Però almeno cosa sento? Tutto l’album, ma soprattutto Prytania e Quarantine

Chi diamine? Michael Jackson
Che diamine? Xscape
Ma quando? 2014
Allora? Nelle parole del direttore della Epic L.A. Reid, il secondo album di inediti postumo di Michael Jackson sarebbe in linea con i lavori del Nostro quand’era in vita perché prodotto da produttori che “hanno lavorato con Michael o avrebbero desiderato farlo” e perché è stato scelto “un titolo di una sola parola, come Bad, Dangerous, Invincible“. A L.A. Reid sfugge la differenza tra un sostantivo e un aggettivo, ma il suo volonteroso team di produttori invece centra il bersaglio di deflorare otto scarti di produzione di M-J trasformandoli da brutte canzoni in canzoni insulse. Fa eccezione Love never felt so good, l’unica outtake di Thriller. Il bonus disc della versione deluxe mette a disposizione i pezzi originali (due stelline). Nel caso, sentite quelli e trascurate i remix (zero stelline).
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Love never felt so good

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? A momentary lapse of reason
Ma quando? 1987
Allora? Lapse of reason è il disco che mi fece conoscere, quindicenne, i P-F. Mi piacque e mi procurai gli altri album. Subito capii come stavano realmente le cose e abbandonai Lapse of reason. Ascoltato oggi il disco somiglia a un nostalgico ciccione col naso bitorzoluto. Prosaici assoli (On the turning away), tiritere (A new machine, l’intro/outro di Sorrow e buona parte di Yet another movie), insulsaggini pop (Learning to fly, Terminal frost, One slip) e tastierotte scampanellanti tardo ottanta un po’ dappertutto. Ma On the turning away rimane quel sonnolento capolavoro di ruffianeria che è sempre stato, Sorrow incede tuttora brontosaurica come ventisette anni fa e Dogs of war è un colesterolico punk-blues più attuale oggi di allora. Pur con tutti i suoi difetti Lapse of reason rimane comunque il miglior album di Gilmour senza Waters.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? On the turning away; Dogs of war

Chi diamine? Bad axe
Che diamine? Bad axe
Ma quando? 1976
Allora? Un album talmente ruvido che al confronto i Motorhead sembrano i Quiet riot e viceversa. La sezione ritmica non pesta male, ma Dave Carroth suona la chitarra così approssimativamente che al confronto Ace Frehley sembra un Tony Iommi con tutte le dita e i vocalecci di Stacy Moreland sono talmente grossolani che a confronto Ozzy Osbourne sembra un Meat Loaf con una coniglietta di playboy seduta sopra a smorzacandela. Nei fatti, un album così grezzo e povero di contenuti da apparire sinistramente affascinante solamente se ascoltato ad alto volume in auto durante una coda per lavori in corso mentre ti rechi in ufficio il primo lunedì dopo le ferie. In rete si trovano la versione rimasterizzata del 2004 e un grab da un vecchio vinile pieno di graffi e fruscii. Nel caso, scaricatevi il secondo.
Sì ma allora? XXX
Però almeno cosa sento? Cities of rage; Do what we please; Take your time

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