autori vari – schegge di mondi incantati

Un annetto addietro decisi di partecipare alla XIV edizione del trofeo RiLL (Riflessi di Luce Lunare – www.rill.it) con un racconto intitolato ‘Soltanto parole’. Il racconto, che io continuo a considerare gradevolmente originale, era già stato scartato a suo tempo dagli amici de ‘La luna di traverso’ e proprio in questi giorni l’ho riproposto a un terzo concorso. Dovesse restare fuori pure stavolta mi dovrò rassegnare al fatto che, verosimilmente, ‘Soltanto parole’ fa soltanto cagare.
Il Trofeo RiLL è uno dei più autorevoli premi letterari di letteratura fantastica. Molti dei giurati sono scrittori professionisti di un certo rilievo al punto che io stesso – poco avvezzo al fantastico, eccezion fatta per la SF, e lettore di certo non accanito – io stesso ne avevo letti un paio. Faccio anche i nomi: Evangelisti e Mongai.
La redazione prometteva a tutti i partecipanti una copia omaggio dell’antologia dell’edizione precedente del concorso (la XIII). L’ho ricevuta con grande piacere e l’ho letta con altrettanta curiosità. Mi intriga leggere il lavoro di chi è stato, alla fine dei conti, più bravo di me. E’ una buona opportunità di confronto, no?
L’antologia, edita da Nexus games s’intitola ‘Schegge di mondi incantati – Racconti fantastici dal Trofeo RiLL e dintorni’.
Dintorni?
Dintorni di cosa?
Scopro così che la redazione concede, su 160 complessive, soltanto 33 pagine ai racconti selezionati del premio. I primi quattro classificati. La maggior parte dell’antologia consiste in racconti scritti dai giurati stessi. Rileggendo il regolamento mi accorgo che in effetti non è specificato da nessuna parte che cosa conterrà l’antologia del concorso.
Beninteso: non mi permetto di criticare la professionalità di una giuria che ha senz’altro premiato ottimi racconti, né il lavoro operato della redazione sia in termini di prodotto che di promozione. Ci mancherebbe. Solo mi domando: perché inserire racconti di scrittori già affermati che hanno pubblicato con Mursia, Delos, Longanesi, Mondadori e non dare più spazio agli esordienti – quasi duecento i partecipanti alla XIII edizione – ciò che dovrebbe essere il senso primigenio di un premio letterario?
Sa di occasione sprecata.
Aggiungo che, secondo la mia umilissima e discutibilissima opinione, i racconti più interessanti erano proprio i selezionati del Trofeo RiLL. Tra questi, il secondo classificato s’intitola ‘I miracoli di Porta Metronia’ e narra la storia di un poster di Totti che inizia miracolosamente a sudare. Il linguaggio, scanzonato e ‘popolare’, è efficacissimo nel dirimere la storia verso un finale comicamente irresistibile. Un estratto.
———————-
(…)
Intanto i miracoli continuavano. Doni, portiere della Roma, aveva segnato tre volte, di cui una respingendo un tiro dalla sua tre quarti. Nel calcio era cresciuto un alone di misticismo e mistero. Un commentatore televisivo dotato di un’improbabile chioma rosso arancio, che si esprimeva notoriamente in un italiano approssimativo per sintassi, dizione e fonetica, durante un collegamento con l’Olimpico, dopo l’ennesima incredibile vittoria della Roma, aveva detto: “Qualora si pongano le premesse perché la squadra possa eccellere ulteriorimente”, sfoggiando un impressionante accento fiorentino, e da allora gli erano venuti i capelli bianchi e non aveva più sbagliato un congiuntivo. Un noto e raffinato commentatore sportivo, tifoso juventino, era fuggito in Brasile con una giovane promessa del Torino. Molti arbitri avevano confessato corruzioni e malversazioni e si erano ritirati in modesti eremi in remote zone della Valsugana.
Un giorno di aprile, finalmente, Francesco Totti e sua moglie Ilary erano stati in visita al poster miracoloso, seguiti da un codazzo di giornalisti. All’uscita pare che il Pupone, così chiamato affettuosamente dai tifosi giallorossi, avesse detto alla consorte:
“Amo’, ma davvero puzzo cosi?”
Lei aveva sorriso.
(…)