ween – la cucaracha (2007)

Ween – La cucaracha (2007)
Label: Rounder records
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Sopra le altre, il disco-funk(ul)pop moltozappiano nei suoni e ultrazappiano nei contenuti (periodo Joe/Yerbouti) di Blue baloon, il soulpop felpato Sade/Withersiano di Object, appassionata (seppure oggigiorno insostenibile) disamina di un romantico serial killer innamorato, diciamo così, dei pezzi di carne femminile, il fusion-folk balneare (più Todd Rundgren che Joe Jackson) di Sweetheart in the summer, il funky pop (più Steely dan che ELO) di Your party impreziosito, dico sul sul serio, dallo straordinario sax di David Sanborn, delimitano il perimetro sempre più nitido e limpido del songwriting anni00 messo in scena dai fratelli Slag dell’art-pop, oramai sideralmente distante dalle intemperanze punk/noise degli esordi novantiani (Fugazi, Mr. Bungle, Primus) ma con la notevole eccezione di With my own bare hands, sciatta e massimalistica burla nei confronti dell’ubiquitoso sciatto massimalismo punk anni00 (and counting) e di Lullaby (che altro titolo, senno?), sdilinquosa ballata notturna (Nick Cave / Eric Woolfson) sui luoghi comuni delle sdilinquose ballate notturne. Stilisticamente decentrati i contenuti di Woman and man, sterminata session filo-Santana-esca, Spirit walker, sottile invettiva nei confronti di certo colto indie-pop lancinata da un autotune collocato immediatamente oltre la transenna mentale del fastidio, la spassosamente lapalissina Friends su base novantianissimamente italodisco (Tecnotronic, Pirla dance, il Gabibbo) e la straordinaria The fruit man, spavalda parodia post-punk (Clash, più precisamente quelli di Sandinista, ancora più precisamente quelli del secondo disco di Sandinista) con uno sbellichevole testo che parla di mafia, malaffare e incauti acquisti di pesce fresco al mercato rionale. Esattamente.
Highlights: Your party / The fruit man