succede poche volte
ancora di Paola Vezzoni. Rinnovo i complimenti.
Quando senti l’anima che si contorce,
tenta di liberarsi da un corpo che sente,
la sta strozzando. In quegli interminabili
istanti in cui senti lo stridore del tuo fiato
che si ribella ad una insufficiente aria, che
libera com’è non si cura della tua pena.
Quando avverti che il tuo cuore è il solo,
nel tuo petto, che rintocca con una rara precisione
la sofferenza che non da pace ai tuoi pensieri.
Rimani incatenato nell’attesa. Un’attesa di cento coltelli
Che trafiggono ogni singolo pensiero e lo fissano
In una memoria che non ti da tregua.
E poi vedi l’alba. Dove tutto sorge, un’altra volta.
E non ti curi del tramonto. Dove tutto è pronto a tramontare.
Ma per quanto ancora?