l’attesa delle foglie
Ines, con il suo sacchetto di carne fresca, stava tornando dal supermercato verso mezzogiorno. Le gambe sottili, piene di sole, avanzavano piano, quasi che non conoscessero la strada.
A cinquanta metri dalla pineta, dove il padre si era stabilito dopo ore di inutili perlustrazioni nel circondario, un vecchio seduto sulla panchina, con la sua canna da pesca fra le gambe, guardava sotto la chioma di un pino marittimo.
Ines, senza nemmeno accorgersene, si fermò a sua volta a guardare.
"E’ quasi ora" disse il vecchio, che sembrava parlare da solo.
"Ora di cosa, se la domanda è lecita" disse Ines incrociando le gambe.
"A casa tua quando cadono le foglie?" domandò il vecchio.
"A ottobre o giù di lì" disse Ines dopo una breve riflessione.
"Ecco, ancora un mesetto" disse il vecchio scrutando fra i rami.
"Questa pianta?" chiese Ines.
"Proprio lei".
"Ma è un pino marittimo! I pini non lasciano cadere le foglie".
Il vecchio si alzò, si allontanò di qualche passo, rimirò la pianta in lungo e in largo, poi guardò Ines dritto negli occhi. "Non si sa mai" disse, poi tornò a sedersi con il naso all’insù.
1998