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farina del mio sacco

La prima volta che sentii questa frase rivolta a me facevo le elementari, mi pare. Poi la risentii a sedici anni, quando mi segnalavano ai concorsi letterari. "E’ veramente notevole, se l’hai scritto tu". A parte che rileggendo adesso le mie cose di allora non mi sembrano per nulla notevoli, la frase mi faceva piacere. Pensavo: ho sedici anni, posso capire le titubanze.

Con il tempo mi accorsi, con disagio crescente, che allo stupore subentrava il dubbio. Avevano forti sospetti sulle mie capacità. Consultavo spesso lo specchio, non quello delle brame, ma un tradizionale specchio scrostato del bagno, per individuare i segni della demenza, ammesso che la demenza presenti dei segni. Era demoralizzante, perché il viso lo studiavo bene, ma metti che i segni della demenza si vedano chiari sulle natiche o sul modo di camminare. E poi, un demente, come fa a cercare i segni della demenza?

Il mio docente di filosofia morale un giorno mi disse: "E’ farina del tuo sacco?". Eccoci di nuovo. Mi sentivo un ladro. Avevo osato parlare dell’elevazione del male alla potenza e mi sentivo un ladro. Se robirobi fa robialquadrato, ed è solo un nome, il male si sa comportare molto meglio. Avrò riportato una considerazione dell’autore, mi giustificai. E lui a giurarmi che non c’era scritto da nessuna parte, che quella era davvero roba mia. Accidenti. Tornai a casa rasentando i muri, evitando accuratamente il sole, mentre mi coprivo il viso ora con la cartella, ora con un vecchio giornale che tenevo appresso per ripararmi dalla pioggia. Perché non usi l’ombrello, mi chiederete. Beh, perché l’ombrello non si può leggere.

Sul posto di lavoro la musica non è cambiata. Giro col mio sacco in spalla e ho paura di trovare un bel giorno, sulla mia scrivania, un campanellino d’oro, e una lettera del direttore che mi invita a metterlo al collo, sempre, durante il lavoro, così che tutti sentano in anticipo il mio arrivo e si regolino di conseguenza.

Sono giunto al punto di percepire uno stipendio senza mansione. Non si sa mai, questo qui, a farlo lavorare come si deve, potrebbe tirar fuori cose che di sicuro non sono farina del suo sacco.

Un commento

  1. Spesso, dietro al sospetto sulla leggittimità di una cosa che ci appartiene c’è un’enorme, quanto semplice ed infantile, senso di invidia…
    Luke.

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