The good shepherd: l’ombra del potere

Tutti conoscono il Robert De Niro attore, meno il regista che con The good shepherd" riprova a mettersi dietro la macchina da presa. Il risultato è un buon film che racconta la nascita del servizio di intelligence più famoso del mondo: la CIA. Ma Edward Wilson (Matt Damon), il protagonista del film, non ha nulla a che spartire con i suoi illustri colleghi del mondo spionistico come Ethan Hawk (Tom Cruise di Mission Impossible) e James Bond: il suo aspetto è quello di un anonimo impiegato del catasto che, nelle quasi tre ore di film, non impugna mai un'arma da fuoco. Insomma, niente RATTATTATA, BANG BANG e KABOOM in questo film di spie, nessuna soddisfazione per gli amanti delle pellicole di azione.
I letali ferri del mestiere di Edward Wilson sono le parole, le informazioni e le contrinformazioni: il suo scopo è quello di creare delle false verità, scoprendo le carte del nemico senza mai far vedere le proprie.
Oltre a Matt Damon, che nel comportamento glaciale del suo personaggio mi ha ricordato il talentuoso Mr. Ripley, una carrellata impressionante di attori sfila in tutto il film: Angelina Jolie, William Hurt, Robert De Niro, John Turturro,…
A parte la prima mezzora, che ho trovato troppo lenta, la storia scorre fluida tra i flashback che ricostruiscono la nascita della CIA e gli eventi presenti (il film è ambientato nel 1961): insomma un buon film che ha nel suo forte la rete di intrighi e di doppigiochi che si intessono minuto dopo minuto.