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“Nuovo mondo”

Nuova York degli Stati Uniti d’America. E’ lì che comincia il Nuovo Mondo, un mondo moderno, dove il latte scorre nei fiumi, gli ortaggi sono grossi come cavalli e i soldi cadono dalle piante come frutti maturi. Ecco perché bisogna partire, lasciare il Vecchio Mondo.
Così inizia l’avventura della famiglia Mancuso e dei nostri emigranti che, sognando di abbandonare la povertà e la miseria italica, si imbarcano in un viaggio della speranza verso le sponde di una nuova vita, che ci ricorda sin troppo bene le cronache di chi salpa verso le coste dell’Italia, l’America del XXI secolo. Ecco in sintesi il film di Emanuele Crialese, Leone d’Argento all’ultimo Festival di Venezia, e che forse qualcuno ricorderà per “Respiro” con Valeria Golino.
La pellicola lascia il segno e merita di essere vista per come viene raccontata la storia e come viene affrontata una pagina della nostra storia.
Da un punto di vista tecnico, mi è piaciuta molto la scelta di non svelare mai allo spettatore il Nuovo Mondo (non vediamo mai niente di New York), se non attraverso visioni surreali, puro godimento per gli occhi dello spettatore, di ciò che attende gli emigranti al di là dell’oceano, ed in particolar modo la scena finale che porta ai titoli di coda, che da sola vale il prezzo del biglietto.
Inoltre, l’uso continuo di inquadrature strette per descrivere gli eventi, rende perfettamente l’atmosfera caotica e claustrofobica che si respira sulla nave: persone, persone e sempre persone accalcate nell’obiettivo, e che mi hanno fatto tornare alla mente un altro tipo di viaggio, quello dei deportati verso i lager nazisti.
Le uniche inquadrature a campo largo, invece, le vediamo all’inizio, per mostrarci quanto arido, duro e difficile sia il Vecchio Mondo in cui abitano i Mancuso.

Buona visione!

Michele (Pigi)

P.S: Dimenticavo, Nuovo Mondo è il film italiano candidato per gli oscar, vedremo se riuscirà ad entrare nei migliori cinque.

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Kamala Film
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