il punto della situazione
In attesa di poter vedere i nostri 3 video-haiku su youtube, facciamo un po' il punto della situazione.
Cioè, di Kamalafilm. Che si è fatto fino ad oggi? Molto? Poco? Per ora mai abbastanza, anche se qualcosa lo abbiamo imparato.
Nel 2003 viene prodotto "Il Pescatore", nacse qui Kamalafilm.
Segue "L'Ospite di Antonio", nel 2005, primo video completamento fatto da noi.
Per il Valpadana Short Film Award del 2006 nasce la nostra parodia muta di "Cenerentola".
Quest'anno, per ora il più prolifico, sono apparsi "L'Uomo delle Stelle" per il concorso video dell'Enel e i tre Video-haiku: "Alba Gelida ver1", "Alba Gelida ver2" e "Sole al tramonto".
Nel mio Hard Disk restano i file di "Turing Machine" che, speriamo, possa vedere la luce in questo 2007.
ciao
fabio
In effetti c’è da aggiornare la nostra pagina nel sito di Tapirulan.
Provvederemo quanto prima
scusate il disturbo… non è che potreste dedicare un post al vergognoso Cristian De Sica? Mi chiedo quanto possa irritare chi le cose le fa bene e sul serio (suo padre quante volte si sarà rigirato nella tomba?).
Grazie, ciao.
Ma quale disturbo, ci fa piacere che dai una sbirciata al nostro blog ogni tanto.
Se confrontato col padre, uno degli artefici di quel cinema italiano apprezzato anche fuori dai nostri confini, certamente Christian De Sica ne esce con le ossa rotte (basti pensare alla versione de “Il Conte Max” di padre e figlio). Ma penso che le case di produzione italiane ne vorrebbero di Christian De Sica: nessuno fa incassi come suoi. Certo, i suoi film sono commerciali e fanno uso di una comicità volgare e sempre uguale a sè stessa, eppure le sale sono sempre piene, così come le tasche di chi quei film li produce.
Christian De Sica è certamente un attore di successo che, senza avere il talento del padre (e di certo questa non è una colpa), è riuscito a sfruttare al massimo i gusti di una vasta popolazione di spettatori.
A questo punto, più che parlare di Christian De Sica, bisognerebbe domandarsi che fine ha fatto il buon gusto o come lo si può coltivare, ma questa è un’altra storia.