D.E.S.I.C.A. IV: brainstorming minuto per minuto
Chissà cosa avranno pensato i vicini di quel fastidioso sferragliare, che filtrava dalle sottili pareti dell’appartamento del Foggio? Un martellio meccanico e incessante quello delle cellule grigie dei nostri cervelli, impegnate come pistoni nel pompare una miscela di idee astratte e rarefatte in una storia da far correre alla 24ore del D.E.S.I.C.A. IV.
Ma il traguardo di un cortometraggio sul tema “storia di un pasto avariato” era una sfida ardua, da far sbiellare i motori di teste ben più attrezzate delle nostre.
Una pasto avariato? Che razza di storia ci si poteva costruire addosso?
Forse un esperto come Ronald MacDonald sarebbe riuscito facilmente a cavare l’idea giusta, ma noi continuavamo a girare a vuoto, e il ticchettio delle lancette si faceva ogni secondo più sinistro, accrescendo l’ansia di giungere irrimediabilmente fuori tempo massimo.
Serviva un’idea giusta e serviva alla svelta. Ecco la cronaca minuto per minuto di come sono andate le prime ore della nostra seconda partecipazione al D.E.S.I.C.A.
Ore 21:00. Uno zombie dopo aver mangiato un uomo si sente male, finché quel pasto indigesto lo uccide riportandolo in vita.
Mmm, niente male quest’idea del non morto che, crepando, rinasce. Scartata!
Ore 21:05. Un vampiro colpisce un’ignara vittima nel cuore della notte, ma troppo tardi realizza che il suo pasto ha le fattezze di un non morto, ed è proprio il principe della notte a finire nello stomaco della sua vittima. Ridiamo sguaiatamente. Mancava solo di far uscire una mummia dal frigorifero per un bel horror trash. Idea cestinata!
Ore 21:45. Un uomo muore per intossicazione alimentare e tocca al detective torchiare i sospetti per scoprire il colpevole. Sin qui tutto normale, se non che i sospettati sono un pomodoro logorroico, una banana spuntata, una prugna ninfomane e un finocchio dall’accento francese. Il tutto da girare in stop-motion. Se la neuro ci avesse sentito, saremmo finiti in una cella con indosso una bella camicia bianca.
Ore 22:20. Se Dan Brown ha avuto successo con romanzi come “Il codice da Vinci” e “Angeli e Demoni”, perché non dire la nostra con una rivisitazione de “l’ultima cena” in chiave mafiosa?
Gli affiliati di un’organizzazione criminale si radunano per una cena in cui malaffare, loschi traffici e soldi sporchi siedono allo stesso tavolo. Ma la cena prende una piega imprevista quando Giuda bacia Gesù e i suoi scagnozzi cominciano a versare piombo caldo sugli altri commensali, che rispondono al fuoco. Cestinata solo perché giudicata eccessivamente forte per i cuori dei giurati.
Ore 22:30. Nella sala di un ristorante cinese regna l’armonia e la gente mangia di gusto, apprezzando i sapori orientali racchiusi nei loro piatti. In realtà, solo pochi metri più in là, nelle cucine del ristorante, è in corso una battaglia tra cuochi ed inservienti, condita da katane, pistole e arti marziali. Storia scartata perché privi di un ristorante in cui effettuare le riprese, anche se qualcuno aveva proposto di girare al ristorante brasiliano, sostituendo il karate con la capoeira.
Ore 22:15. Valutiamo che un film di denuncia o di attualità potrebbe bene impressionare il presidente di giuria, il regista Alessandro D'Alatri. Propongo di girare un corto che includa entrambi gli elementi. Ecco la storia in sintesi.
Una multinazionale farmaceutica, appoggiandosi ad un’associazione umanitaria di facciata, invia derrate alimentari ai terremotati dell’Abruzzo per testare gli effetti collaterali di un farmaco di ultima generazione. Ovviamente gli effetti collaterali sono devastanti e gli sfollati si trasformano in mostri decisi a far fuori i loro soccorritori.
Idea abbandonata perché richiederebbe troppe comparse, ma siamo sicuri che prima o poi verrà ripresa da qualche fiction nazionalpopolare.
Ore 23:00. Forse il tema va interpretato metaforicamente. E in effetti, leggendo bene la traccia consegnataci dalla commissione, il termine “pasto” è appeso tra una coppia di virgolette.
Ecco l’idea! C’è uno che si chiava una marea di tipe, finché non prende l’AIDS. Bella, no?
Idea censurata!
Ore 23:15. La vena horror non si è ancora esaurita. Dopo gli zombi e i vampiri arriva la moglie cannibale, parente alla lontana del dottor Lecter. Ecco la trama. Un’amorevole mogliettina prepara una deliziosa cenetta per celebrare l’anniversario di matrimonio col marito. Niente di strano sin qui! Peccato che la mogliettina scopra che il marito ha un’amante, e decide di servire la vendetta in un piatto. Non importa se caldo o freddo.
Mentre si accinge a terminare un gustoso spezzatino, il marito trova sul fondo del piatto l’anello regalato all’amante nel loro ultimo incontro. Il marito fissa il piatto con uno sguardo colmo di orrore, e sente che quello spezzatino è la donna con cui aveva una relazione extraconiugale.
Ottima idea! Ci piace! Manca il finale però! Bisogna sviluppare meglio la storia.
Ore 23:45. Dopo un’altra mezzora di discussioni, del finale non v’è traccia. In compenso decidiamo di modificare la trama, facendole prendere una piega decisamente torbida.
La moglie, dopo aver pestato a sangue l’amante del marito, invece di ucciderla a colpi di mannaia, se ne innamora.
Così, quando il marito vede l’anello nel piatto, l’orrore passa dal credere che la sua amante sia un delizioso spezzatino, allo stupore ancora più agghiacciante nell’osservare moglie e amante uscire insieme dalla cucina, katane in pugno, pronte a scannarlo.
Si decide di scartare provvisoriamente l’idea per proporla ai fratelli Wachowski. Blockbuster assicurato!
Ore 24:00. Mi rendo conto che “non ho sonno”, un mio racconto pubblicato sull’antologia “Bufanda” (ed. Tapirulan), narra gli effetti di una cena avariata. La proposta di girare il racconto viene però accolta dal silenzio glaciale degli astanti.
Ore 24:30. Comincia ad affiorare la stanchezza. I cervelli emettono ronzii sconnessi come di zanzare arrostite su piastre insetticide. Alcuni dicono che quasi quasi è meglio ritirarsi: “Almeno la domenica è libera”. Il Foggio replica spavaldo che lui a ritirarsi non ci pensa proprio, a costo di girare da solo il corto sulle verdure assassine. Altri parlano di riprendere alcune delle idee proposte precedentemente. Magari quella con gli zombi. No, no, meglio la moglie cannibalesbica!
Ore 01:30. Tala, prima di ritirarsi a casa, ci impartisce una filippica sui corti con contenuto e i corti giocati solo su un finale spiazzante, ma privi di trama. Non capiamo dove voglia arrivare. O forse non lo vogliamo capire. Comunque siamo consapevoli al momento di non avere né l’uno né l’altro.
Ore 02:00. Sull’uscio di casa del Foggio ci guardiamo negli occhi senza proferire parola. Siamo stanchi, sconsolati e senza lo straccio di una storia. Ci si saluta con un poco convinto “ci vediamo alle 08:00 per le riprese”.
“Non ce la faremo mai”, borbotta qualcuno mentre si perde nel buio del marciapiede.
Ore 19:52. Il DVD di Kamalafilm viene consegnato nelle mani degli organizzatori. Quale sia il contenuto non è dato saperlo.
Pigi
Cazzo, Pigi, il tuo racconto era perfetto!
Non saprei, se non l’avessimo censurato non sarebbe stata sviluppata la divertente storia girata 😉
Quindi siete soddisfatti del risultato finale? Quest’anno si vince? Dài!
Sì, eravamo soddisfatti del corto, che aveva stranamente messo d’accordo tutti. Evidentemente lo abbiamo sopravvalutato: su oltre 20 corti, 14 sono finiti in finale, 4 sono stati esclusi dalla corsa per la vittoria, ma comunque selezionati per la proiezione al Ponchielli, i restanti definitivamente scartati. Noi siamo finiti nella seconda fascia, cioè si potrà vedere il nostro corto al teatro Ponchielli (e non è poco!), ma non lotterà per il primo premio.
Dovremmo essere contenti per aver raggiunto l’obiettivo minimo che ci eravamo posti ad inizio gara, ma ora -lo ammetto- è più lo sconforto e la delusione per non avere ottenuto di più.
In effetti vista la reazione del pubblico ampiamente positiva è un peccato non essere stati tra i finalisti, la vittoria non sarebbe stata comunque alla nostra portata ma una menzione magari saremmo riusciti a strapparla.
Se anche solo la metà degli spettatori che all’uscita stupiti mi hanno detto “complimenti ma perchè non eravate tra i finalisti!?” fossero stati in giuria, ce l’avremmo fatta.
Peccato, ci riproveremo la prossima volta.
In ogni caso faccio comunque i complimenti a tutta la squadra per il lavoro e l’impegno ringraziandola anche per la possibilità che mi ha dato di recitare affidandomi uno dei ruoli principali.
Grazie ancora a tutti, alla prossima!
Siamo stati fichissimi! Cazzarola, quanti complimenti abbiamo ricevuto, ma sopratutto sentire la gente dietro di me che si chiedeva “ma com’è che questi non sono in finale?” E’ stato impagabile!
Grazie Ciacio, sei il mio nuovo attore feticcio!