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Zio Ken

Stamattina ho giocato con Agata alle Barbie. È bello giocare con Agata alle Barbie. Si creano dei begli intrecci. L’intreccio di oggi era così: c’è quella figona di Barbie che cazzeggia per la casa, controlla il pollo nel forno, si ammira nello specchio sottolineando il suo essere figona, accende il camino perché la casa di Barbie col camino spento è un po’ come l’Oktoberfest a base di birra Tourtel, guarda fuori dalla finestra per vedere se arrivano altre amiche strafighe, si riguarda allo specchio senza stancarsi di dire a se stessa e a eventuali ascoltatori che lei è una superfiga, quando a un tratto suonano alla porta. Chi sarà? Si chiede la Barbie con un’ansia non del tutto adatta a una come lei. Che sia Mindy, la vogliosa Mindy? La libidinosa Jenny? L’insaziabile Wanda? La clitoridea Rowena? La coprofaga Sissy? O la frigida Veruska?
Nossignore: è il principe senza nome, bellissimo, pettinato, muscoloso al punto giusto, munito di pettorina di velluto blu elettrico, in compagnia di sua figlia, che per uno strano gioco del destino è figlia anche di Barbie.
Figlia! Esclama Barbie ricordandosi di avere partorito quella creatura un paio d’anni prima. Principe! Esclama poi ricordandosi di avere fatto sesso non protetto con quell’uomo irresistibile poco meno di tre anni prima, una sera che fuori pioveva e lei si annoiava.
Barbie, il principe e la figlia stronzeggiano per la casa come attendendo indicazioni da due manovratori, di cui una bassa e l’altro calvo, che si divertono a non darle, queste indicazioni, creando dunque una situazione di stallo risolta infine da un secondo trillo del campanello.
E adesso chi cazzo è che rompe i coglioni? Si domanda tra sé e sé Barbie mostrando i glutei al principe approfittando della distrazione della figlia. 
Prima ancora che gli si dica avanti, apre la porta e avanza nell’ingresso Ken, un gran minchione biondo faccia di culo, con l’aria di chi sa che tutti l’aspettavano per dare la svolta a un pomeriggio all’insegna del tedio più plumbeo.
Il minchione biondo faccia di culo si avvicina al principe e gli sussurra tre parole che provocano lo scompiglio in quella casa così poco abituata allo scompiglio. Sono tuo fratello.
Gli adulti tacciono impenetrabili tutti e tre, compresa Barbie, che pure ha una certa dimestichezza col concetto di penetrabilità.
Passa qualche istante e la figlia di Barbie si avvicina al minchione biondo faccia di culo e dice la battuta che dà il titolo al post, mentre la manovratrice bassa già pensa a un gioco nuovo e il manovratore calvo ride da solo.

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