Via Castellana Bandiera 66, Palermo, Pa, Italia
Qualche giorno fa sono andato a vedere il film via Castellana Bandiera, di Emma Dante, tratto dal libro via Castellana Bandiera, di Emma Dante.
Il film via Castellana Bandiera è ambientato per il novantasette per cento del tempo in via Castellana Bandiera, a Palermo.
Una volta tornato a casa dal cinema, messi da parte i miei dubbi legati ai dialoghi in italiano senza mordente, alla recitazione di Emma Dante stessa, che secondo me farebbe meglio a evitare di fare l’attrice, all’utilizzo di attori non professionisti che se ti chiami Rossellini può funzionare ma in altri casi equivale grossomodo alla scelta da parte del commissario tecnico della nazionale italiana di tennis di chiamare per la Coppa Davis il campione estivo del torneo Ciclopi del Tennis Junior di Acicastello (strategia che comunque potrebbe dare buoni frutti se l’Italia sfidasse la Svizzera e in particolare il Federer del 2013, mannaggia a lui e ai tweener che non gli riescono più), alle interferenze stilistiche che fanno virare il film dall’iperreale all’onirico – interferenze che di solito mi piacciono ma in questo film mi hanno fatto un po’ cagare, soprattutto nell’orrenda scena in cui la vecchietta barricata nell’auto entra quatta quatta in casa mentre tutti dormono, va nella sua stanza, sistema le lenzuola, sussurra tenere frasi in albanese e a quel punto si vede che c’è suo nipote sdraiato nel letto accanto al suo (ma forse è tutta una visione pre-morte che ha la vecchietta che in realtà non si è schiodata dalla macchina se non per buttare un piatto di pasta di là da un muro di via Castellana Bandiera e pisciare nel mezzo di via Castellana Bandiera – subito imitata da Emma Dante, a suo agio nel pisciare per terra quasi come me nel pisciare nel bidet- , in una scena precedente) – e soprattutto al fatto che via Castellana Bandiera all’inizio del film sembra strettissima e alla fine sembra larghissima – elemento questo che mi ha fatto pensare a un errore grossolano di Emma Dante, forse troppo concentrata a studiare le battute che lei stessa credo abbia scritto per se stessa nel riadattamento del suo stesso medesimo libro, ma che ho scoperto poi essere non un errore ma una metafora, cosa che non mi ha fatto passare i dubbi ma li ha amplificati, perché a me i film metaforici fanno sicuramente più cagare di quelli in cui la regista e attrice si confonde un po’ al momento della scelta del set, magari girando alcune scene in un punto di via Castellana Bandiera stretta e altre scene in un punto di via Castellana Bandiera larga.
Messi da parte tutti questi dubbi, dicevo, ho acceso il computer, sono andato su google maps e ho digitato via Castellana Bandiera, Palermo, Pa, Italia, dopodiché ho scelto l’opzione street view e ho dato un’occhiata alla strada con la sensazione sempre più forte che il film fosse stato girato proprio lì, in via Castellana Bandiera, Palermo, Pa, Italia. Ho virtualmente percorso tutta via Castellana Bandiera, Palermo, Pa, Italia finché al numero 66, più o meno, mi sono imbattuto in quelle che sembrano essere impalcature che diventeranno o sono appena state parte di un set cinematografico.
A quel punto, felice più di quanto la situazione tutto sommato mi autorizzasse ad essere, mi sono chiesto: quale potrebbe essere lo scrittore più efficace e allo stesso tempo più sensibile e più acuto, in sostanza chi sarebbe il più bravo a descrivere, magari in un romanzo, un’epoca in cui se vedi un film che si chiama via Castellana Bandiera e ti viene la voglia di scoprire se quel film è stato girato veramente in via Castellana Bandiera, Palermo, Pa, Italia, in un attimo hai la conferma che cerchi.
Walter Veltroni, senza dubbio. Mi sono risposto.
se invece fosse un film a descrivere un’epoca in cui se vedi un film che si chiama via Castellana Bandiera e ti viene la voglia di scoprire se quel film è stato girato veramente in via Castellana Bandiera, Palermo, Pa, Italia, in un attimo hai la conferma che cerchi credo che il regista adatto sarebbe moretti.
ne scaturirebbe un’arguta e profetica epopea sul disgregamento della società occidentale e dei suoi costumi. profetica nel senso che il politico corrotto prima o poi muore, e così pure il papa riluttante.