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Tra uomini e donne

Un giorno un intellettuale radical chic di sinistra ha detto a un altro suo amico intellettuale radical chic di sinistra ‘sai, alle prossime europee io voto Tsipras’. Allora il secondo intellettuale radical chic di sinistra ha detto ‘oh, sì, certo, Tsipras’, con l’aria di uno che conosce alla perfezione il programma di Tsipras, quando in realtà lui di Tsipras non sapeva niente, né il programma né altro, tranne il fatto che era un partito che aveva a che fare con la povera e martoriata Grecia.
Poco male, perché neanche il primo intellettuale radical chic di sinistra sapeva nulla di Tsipras, se non che aveva a che fare con la povera e martoriata Grecia.
Il giorno dopo il secondo intellettuale radical chic di sinistra ha detto a un altro intellettuale radical chic di sinistra che conosceva ‘sai, alle prossime europee io voto Tsipras’, e anche questo terzo intellettuale radical chic di sinistra ha detto ‘oh, sì, certo, Tsipras’ con l’aria consapevole, quando in realtà tutto quello che sapeva su Tsipras era che si trattava di un partito che aveva a che fare con la povera e martoriata Grecia. E così la vicenda è proseguita, trasmessa da un intellettuale radical chic di sinistra a un altro intellettuale radical chic di sinistra, e nessuno di loro sa che il programma di Tsipras è costituito da un solo punto, e cioè ‘mangiate molta moussakà’.

Mentre mi raccontavo questa storiella la scrutatrice mi ha detto che potevo entrare al seggio numero 73. Sono entrato. La scrutatrice mi ha consegnato la scheda e una matita ben temperata. Mi sono accomodato nella cabina numero 2 del seggio 73, ho appoggiato la matita ben temperata e la scheda sul ripiano e ho cominciato a guardare i simboli dei partiti votabili. Subito prima di entrare al seggio numero 73, e subito prima di escludere Tsipras, avevo escluso Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia, Scelta Europea, Italia dei Valori, Io Cambio, Verdi e Lega Nord. Restavano SVP e PD.

Stavo per fare una X sul simbolo di SVP ma poi mi sono ricordato che quando ero più piccolo e di politica non sapevo niente pensavo che quelli di SVP fossero tutti neonazisti dediti all’eugenetica, al paganesimo e al sacrificio di camosci sudtirolesi. A quel punto ho riflettuto sul fatto che adesso conosco la politica esattamente come allora, e quindi non avevo motivi per cambiare idea su SVP. E così con la matita ben temperata mi sono avvicinato al simbolo del PD.

Stavo per fare una X sul simbolo del PD ma poi mi sono ricordato di una frase che avevo letto sul fac simile di scheda elettorale che avevo trovato in buchetta qualche giorno prima. Una frase che non ricordavo di preciso ma ricordavo che era piuttosto ambigua e scritta decisamente di merda. Una frase che poi appena tornato a casa ho riletto. Questa frase è ‘è possibile esprimere fino a 3 voti di preferenza scegliendo tra uomini e donne, pena l’annuillamento della terza preferenza’.
Il pensiero di quella frase del cazzo mi ha bloccato. O meglio, mi ha bloccato la consapevolezza che le frasi del cazzo hanno come presupposto il più delle volte un pensiero del cazzo. Così come le grandi frasi hanno come presupposto grandi pensieri. Grandi pensieri che di norma sono semplici e chiari. Penso per esempio al celebre, più volte citato aforisma di Agata Casamichiela, vale a dire ‘certe volte è difficile gestire le cose’, o a una quasi altrettanto celebre frase di Kurt Vonnegut tanto cara a Paolo Nori, vale a dire ‘bisogna essere buoni’.

Nel momento in cui mi è venuto il sospetto che per quella frase del cazzo, che nascondeva un ragionamento del cazzo, non fosse impossibile trovare un colpevole, e che il colpevole fosse il partito che maggiormente aveva favorito o stipulato una sorta di accordo o mediazione o intesa o quel cazzo che è a proposito delle cosiddette quote rosa alle elezioni europee, ho chiuso la scheda senza apporre alcuna X, sono uscito dal seggio numero 2, ho infilato la scheda nell’urna e ho consegnato alla scrutatrice la matita ancora ben temperata.

2 commenti

  1. non crucciarti se da piccolo non sapevi nulla di politica. resta sempre il fatto che da piccolo sapevi cos’erano il neonazismo, l’eugenetica e il paganesimo e avevi ben chiara la differenza tra tirolo austriaco e tirolo italiano. non è da tutti, no no.

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