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Solo rispondere

– Sono quattro.
– Eh?
– Sono quattro o cinque post.
– Quattro o cinque?
– Forse anche sei.
– Cosa mi vuoi dire?
– Quattro o cinque post che parli di Agata.
– Non è vero. C’è stato quello sugli Australian Open, per esempio, Agata non…
– Quattro o cinque post che parli di Agata e non di me.
– Beh, se prendi in considerazione solo quelli che parlano di figlie allora sì, può darsi.
– Tu ti senti in colpa.
– Sempre.
– E’ per questo che l’hai fatto. Ti sembra di trascurarla. Cerchi di compensare coi post.
– Non serve.
– No che non serve.
– Non serve mai.
– Mai.
– Bimba, come si fa?
– Come si fa a fare cosa?
– Come si fa a fare le cose bene?
– E’ impossibile.
– Le cose fatte bene non esistono, vero?
– Forse esistono, ma è come se non esistessero.
– Allora non sto sbagliando?
– Stai sbagliando, invece. Ma è come se non sbagliassi.
– Tutto è uguale a tutto, bimba.
– Tranne quello che non è uguale a niente.
– Non ti seguo.
– Lo so. Sono troppo veloce per te, papà.
– Sei troppo tutto.
– Non esagerare.
– Sei tu che esageri, bimba. Smettila di essere troppo per me.
– Stai cercando di dirmi che è colpa mia?
– Qui nessuno ha colpe.
– Se qualcuno ne ha, non sono io.
– No, certo. Non tu.
– Non sono io ad aver scritto sette post di fila su una figlia dimenticandomi dell’altra.
– Non erano quattro o cinque?
– Smettila di sentirti in colpa.
– Non smetterò. E tu non smetterai di essere troppo.
– Nessuno comincerà mai a smettere niente.
– Sbaglio o questa discussione sta prendendo una piega beckettiana?
– Non conosco abbastanza Beckett per rispondere. E nemmeno tu per parlarne.
– Sbaglio o questa discussione adesso sta prendendo una piega ancora più beckettiana rispetto a due battute fa?
– Ok, papà. Se è così che sai gestire il senso di colpa fai pure.
– Non lo so gestire.
– Lo so.
– E’ solo un modo di rispondere al senso di colpa.
– Sì, lo so.
– Ma di gestire non se ne parla.
– Va bene.
– Gestire non è il mio forte.
– Il concetto è chiaro, papà.
– Se pensi che io sappia gestire qualcosa si vede che non mi conosci.
– Papà?
– Sì.
– Basta così.
– Scusa.
– Non scusarti.
– Scusa per tutto.
– Non scusarti.
– Scusa.
– Non scusarti.
– Erano davvero quattro o cinque post di seguito?
– Forse sei.
– Questo però è su di te.
– No, è su di te.
– No, su di te.
– Non credo.
– E’ importante?
– Non so. E’ importante capire se è importante?
– Bimba, lascia questi giochi a me.
– Ok, papà.
– E’ il mio modo di rispondere al senso di colpa. Non il tuo.
– Lo so.
– Di gestire non se ne parla. E’ solo rispondere.
– Solo rispondere, sì.
– Solo rispondere.
– Solo rispondere.

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