Più di tutto e di niente
Ho scritto un post su di lei un anno fa. La ragazza che abita nel palazzo di fronte. L’ho scritto dopo che l’avevo vista baciare un ragazzo, seduta su uno sgabello alto. Avevo pensato che si stesse innamorando, che quello fosse l’inizio di qualcosa che non sarebbe finito quella sera. L’avevo pensato nel modo fragile e contraddittorio in cui penso di solito alle cose. Pensando al tempo stesso di essere un coglione che si fa i fatti degli altri. Pensando che non avevo il diritto né di guardarla né di pensare a quello che stava facendo. Pensando che quello che stava facendo era bellissimo anche se finiva quella sera. Pensando a quanto avrebbe fatto bene a dirmi il giorno dopo, se l’avessi incrociata sotto casa, per esempio ‘smettila di guardarmi dalla finestra, coglione, smettila di farti i fatti miei, smettila di gioire per cose che non ti riguardano e che non danno gioia a nessuno, quel ragazzo, se proprio vuoi saperlo, e a quanto pare vuoi saperlo, non mi ama, nemmeno io lo amo, ieri abbiamo solo passato una bella serata, tutto qui, due anni fa, quando vivevo ancora in Bolognina, e lui girava per l’Italia per un progetto ambizioso di cui non ti voglio parlare, due anni fa sì che le cose erano diverse, due anni fa ci eravamo appena conosciuti, ci vedevamo tutte le sere, mi confondeva e mi inebriava, lo ascoltavo, mi ascoltava, stare insieme era necessario e semplicissimo, io completavo le sue frasi, lui le mie, ci guardavamo e non ci dicevamo niente, oppure ci guardavamo e ci dicevamo tutto, e dirsi tutto o dirsi niente era uguale, perché noi eravamo più di tutto e anche più di niente, e guardarsi e non guardarsi pure era uguale, perché anche quando non ci guardavamo era come se ci guardavamo, non so se mi capisci, io credo di no ma forse sì, due anni fa c’era talmente tanta intesa tra noi che persino dire che c’era intesa tra noi era ridicolo ovvio e offensivo tutto insieme, due anni fa era tutto possibile, oggi no, ieri no, è stato solo un momento, un bacio su uno sgabello alto, un sospiro di un attimo, fingere di credere che è come se non fossero passati due anni da quando tutto andava bene senza sforzo, fingere di credere che anche per lui è come se non fossero passati due anni da quando tutto andava bene senza sforzo, solo una bella serata, nient’altro, solo una bella serata’.
Ogni giorno guardo fuori dalla finestra, quasi ogni giorno la vedo. Non è più andato nessun ragazzo in quella casa, sono quasi sicuro.