Ormai
Ormai è passato del tempo quindi se ne può parlare.
Qualche sera prima del concerto dei Criogenia mi ha telefonato Matteo Renzi. Sulle prime è stato molto affabile. Mi ha chiesto di Camilla, delle bimbe, ha voluto sapere come vanno le cose. Io gli ho raccontato un po’ di me, non gli ho nascosto alcune difficoltà che sto incontrando sul lavoro, mi sono come si suol dire aperto con lui. Matteo non ha lesinato consigli, espressi tra l’altro con l’acume e l’umiltà che sempre lo contraddistinguono, e sembrava che tutto stesse andando per il meglio.
Dopo qualche minuto però mi ha svelato il vero motivo della telefonata. Veniamo al dunque. Ha detto a un certo punto con voce leggermente impostata. Mi piacerebbe, Guido, poter cantare al vostro concerto, ha continuato. Ti ringrazio per la considerazione, davvero. Gli ho detto io. Però, sai, ci siamo già io e Lucia, e così forse col parco cantanti saremmo a posto, un terzo cantante rischia di. Caro Guido, mi ha interrotto lui cominciando a irritarsi, perché vuoi rovinare una bella occasione di collaborazione? Non pensi ci sia posto per tutti? Matteo, ho ribattuto io senza azzardarmi a dargli anch’io del ‘caro’ per una sorta di timore reverenziale probabilmente eccessivo, per tutti tutti se me lo chiedi non credo ci sia posto, il palco è abbastanza piccolo, il locale è quello che è. Non penserai anche tu, ha ripreso Matteo, che ti faccia questa richiesta per una smania di visibilità? Non vorrai accusarmi anche tu, caro Guido, di protagonismo? Guarda Matteo, ho detto io, visto che hai introdotto tu l’argomento ti confesso che il dubbio mi era venuto. Ci manca poco che partecipi anche alla partita del cuore. Ho detto subito dopo per sdrammatizzare. Non mi parlare di partita del cuore. E’ sbottato a quel punto. Se c’è una cosa che odio sono proprio le partite del cuore. Davvero? Ho chiesto io incredulo. Niente di più detestabile del finto buonismo che regna alle partite del cuore, fanculo alle nazionali benefiche. Ha continuato lui. E la nazionale cantanti? Non sopporti nemmeno quella? Ho chiesto io. Non farmene parlare. Ha detto lui. Gianni Morandi mi sta sulla fava come pochi. Ha confessato lui. Tu odi Gianni Morandi? Ho domandato. Con tutto me stesso: chi credi che abbia messo in giro la voce che Gianni mangia la merda? Ha detto lui. Non è vero? Non è coprofago? Ho chiesto io. Guardare le repliche di Centovetrine in piena notte è la sua unica perversione. Ha una specie di fissazione per Ettore Ferri. Ritiene Roberto Alpi il più grande attore contemporaneo dopo Marlon Brando. Ha detto lui. Poi ha aggiunto: ma che vadano in culo Morandi, Mogol, Mingardi, Mengoli e tutti gli altri bischeri della nazionale. Dicevamo del concerto. Fammi cantare almeno she’s waiting for you, dài, per favore. Mi ha pregato. Guarda, gli ho detto io a quel punto, se vuoi venire al concerto e cantare magari una cover di secondo piano se ne può parlare. Tipo? Ha chiesto lui sospettoso. Non so, qualcosa di Toni Blescia o di Bracco di Graci, magari una hit di Alessandro Errico. Ho proposto io. Alessandro Errico te lo canti tu, caro Guido. Ha detto lui. Io voglio cantare she’s waiting for you. Sarò totalmente sincero con te, Matteo. Ho detto io credendo di chiudere a quel punto il discorso. Ci sono solo due modi per cantare she’s waiting for you: cantarla alla cazzo o cantarla in modo perfetto. Solo io e Mina possiamo cantare she’s waiting for you, ma non mi è permesso dirti chi tra me e Mina la canta alla cazzo. Mi sembra che tu voglia fare una polemica ridicola, ha detto lui, sporcando un evento benefico. Scusa Matteo, sono intervenuto io, ma non hai detto che odi gli eventi benefici? Non mi hai capito, si è stizzito lui. Parlavo di partite di calcio. I concerto benefici li amo alla follia. Il concerto dei Criogenia però non è un evento benefico, ho garantito io. Neppure un ghello di quello che guadagneremo andrà a rimpinguare le casse di qualche fottuta Onlus. Terremo per noi i soldi, ce li berremo tutti fino all’ultimo spicciolo. Pensavo di turbarlo con quest’ultima uscita, ma mi sbagliavo. Non mi fai cantare nemmeno chiudiamo chiudiamo? Ha chiesto lui con voce supplice. Chiudiamo chiudiamo la possiamo cantare solo io e Antony. Ho detto io. Anthony? Il fidanzato di Candy Candy? Quella mezza checca che indossava le camicie con le ruches e le giacche di velluto liscio? Ha chiesto lui con l’aria schifata. No, Antony di Antony and the Johnsons. Ho precisato io. Oh, lui. Ha detto fingendo di conoscerlo. Non è che sei del movimento? Ha aggiunto dopo un attimo. No, guarda, io mi muovo poco. Ho detto io. Per chi hai votato allora alle ultime politiche? Ha chiesto ancora. Sai, quel giorno nevicava. Gli ho detto io. Poi Nora stava male, era in ospedale, non mangiava niente. Non ho potuto votare. Sì, ma se Nora fosse stata bene? Ha incalzato lui. Se il tempo fosse stato bello per chi avresti votato? Io non ho risposto. Eh? Per chi avresti votato? Per chi? Dimmi. Insisteva lui. Non lo so. Ho detto io. Pensaci, pensaci adesso: avresti votato per noi? Avresti votato per noi o no? Mi avresti dato il tuo voto, caro Guido? L’avresti fatto?
Va bene, puoi cantare la prima strofa di she’s waiting for you, ma se sbagli l’attacco ti inculo. Ho concluso per togliermelo dalle palle.
meno male che poi alla fine ha avuto un inceppo con l’auto e non è venuto
non ho mai visto antony di antony and the johnsons indossare camicie con le ruches e giacche di velluto liscio ma mi sorprenderei molto se non fosse mai successo.
in ogni caso questo è di sicuro il secondo miglior post che abbia letto su questo sito.