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La storia delle persone con le braccia

Io non lo so, è difficile da spiegare, ma questa persona, questa persona penso che sia tante cose. E’ la persona che sa abbracciare meglio nella storia delle persone con le braccia. Ognuno dicono abbia un talento, e lei ha quello. Abbracciare. E’ la persona che non dice che la matrigna di biancaneve è cattiva. Dice che è arrabbiata. E per me questa cosa che la regina non è cattiva ma arrabbiata è bellissima. E’ anche la persona a cui penso di più in assoluto. Cioè, dipende. L’altro giorno, che c’era la visita ispettiva nella cooperativa in cui lavoro, pensavo più all’ispettrice che a questa persona, e il giorno della finale di wimbledon pensavo più a federer che a questa persona, però a parte questi singoli episodi lei è di sicuro la persona a cui ho pensato di più negli ultimi due anni e mezzo, forse anche negli ultimi tre. Solo che non tutte le volte che ci penso ci penso in maniera positiva.
I primi sei mesi che ho pensato a lei, lei non era neppure nata, ci pensavo solo con angoscia. E anche dopo che è nata, a parte i primi quattro o cinque mesi di vita che sono un periodo a parte, un periodo di sospensione di tante cose tra cui i brutti pensieri, un po’ come una luna di miele per come mi immagino io che non sono sposato una luna di miele, anche dopo, dicevo, da quando lei aveva cinque mesi, e ancora oggi, ma soprattutto con due picchi in corrispondenza dei due inverni, che sono stati due inverni di insonnia ed esasperazione, di stanchezza e insofferenza, anche dopo ho pensato a lei con una negatività che non è bella dato il grado di parentela che ci lega. Una negatività che non è bella perché non mi fa onore, questo è chiaro, ma al tempo stesso è una negatività bellissima, e che in un certo senso mi fa moltissimo onore, perché è proprio attraverso questa negatività, questa angoscia, questa voglia di essere altrove che ho capito di essere un padre di merda: un pensiero che prima che nascesse questa persona non mi aveva mai sfiorato e che ora invece non solo mi sfiora ma mi abbraccia bene quasi come quella persona. Un pensiero che mi ha tolto delle cazzo di illusioni che dovevano essere tolte. Un pensiero che ha sminuzzato il mio narcisismo e ci ha cagato sopra. Un pensiero bellissimo nella sua orrendità.

E mentre sono lì con lei, a giocare con biancaneve e la regina arrabbiata, a baciarla e farmi baciare, ad abbracciarla benino e a farmi abbracciare benissimo, io per tutto il tempo sto bene e sto di merda, felice di essere lì e desideroso di non esserci, convinto di essere un buon padre ma certo di essere un padre di merda, e questa incertezza, questo vorticare tra due estremi senza passare mai nemmeno per sbaglio dal mezzo, questo non capire un cazzo di niente, io mi auguro che duri così, uguale, per sempre.  

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