Zumba•Blog

Forfaitderer

Ho deciso di restare vicino a mia moglie durante queste ultime settimane prima del parto. Mi dispiace per i miei tifosi, specie per il signor Zumba, il quale in questo preciso istante di sicuro sta riflettendo con sconcerto sull’uso da parte mia del plurale, ‘settimane’, e se lo conosco come credo, il signor Zumba, col consueto acume starà valutando che l’uso di tale plurale lascia supporre che le settimane siano più di una, dal momento che il plurale di solito indica un numero superiore a uno, e nel contempo, il più volte citato signor Zumba, starà valutando che se le settimane di riposo e di assistenza a mia moglie saranno anche solo due, dal momento che c’è unanime consenso riguardo al fatto che due è un numero maggiore di uno, questo significherà automaticamente che non giocherò il torneo di Roma, che avrà luogo appunto la prossima settimana, e dal momento che il signor Zumba mi risulta essere in possesso di un biglietto per la finale del torneo di Roma, e dal momento anche che io quest’anno non lo dico per vantarmi ma sto giocando benino, tanto che ho battuto negli ultimi mesi per ben due volte un giocatore serbo piuttosto bravo non solo a fare le imitazioni degli altri nostri colleghi ma anche a praticare questo sport che ci accomuna e che mi vede allo stato attuale delle cose prevalere negli scontri diretti per diciotto vittorie contro sedici, dal momento dunque che qualche possibilità di arrivare in finale del torneo di Roma l’avrei avuta, se non altro perché persino l’anno scorso che giocavo maluccio, non lo dico per offendermi ma per onestà, persino l’anno scorso che ho perso con giocatori che probabilmente hanno avuto una polluzione al momento del match point tale era la loro sorpresa nello sconfiggermi, polluzione che comunque non ha impedito loro di battermi seppur con le mutande bagnate, dal momento dicevo che persino nell’horribilis annus 2013 sono arrivato in finale al torneo di Roma, anche e a maggior ragione nel pulcher se non pulcherrimus annus 2014 sarebbe stato possibile arrivare in finale, o almeno sarebbe stato possibile se non avessi dovuto incontrare prima della finale un giocatore spagnolo non tanto bravo nelle imitazioni ma indubbiamente piuttosto bravo a praticare lo sport che ci accomuna e che lo vede allo stato attuale delle cose prevalere negli scontri diretti per ventitré vittorie contro dieci, giocatore nei confronti del quale, lo dico per onestà tra l’altro già dimostrata poche righe fa quando parlavo dell’annus horribilis 2013, avverto la stessa sudditanza psicologica che avvertirebbe un arbitro timido di ventotto anni nell’arbitrare una partita di calcio tra la squadra chiamata Juventus e un’altra squadra qualsiasi, con la differenza che l’arbitro non può per definizione giocare contro la Juventus mentre io contro lo spagnolo ci ho giocato, eccome se ci ho giocato, e ci ho perso, eccome se ci ho perso, ventitré volte su trentatré, quindi sarebbe meglio dire che avverto la stessa sudditanza psicologica che avvertirebbe per esempio la squadra di calcio chiamata Derthona contro la squadra di calcio chiamata Juventus, siccome in fin dei conti qualche vaga possibilità di arrivare in finale al torneo di Roma anche quest’anno l’avrei avuta, e siccome mi risulta che il signor Zumba custodisca con cura maniacale il biglietto di tale finale non nella speranza di veder giocare il giocatore spagnolo e il giocatore serbo, giocatori che pure al massimo della forma psicofisica avrebbero circa l’87% di arrivare entrambi in finale e contendersi il trofeo ma quest’anno non essendo al massimo della forma psicofisica avrebbero al massimo il 34% di probabilità di giocare la più volte citata finale dwel torneo di Roma, siccome dicevo il signor Zumba conserva tale biglietto con devozione tardo-adolescenziale basata sulla speranza che a giocare questa finale sia io contro un qualsiasi altro giocatore del mondo, siccome in sostanza la situazione è questa, vale a dire, in estrema sintesi, impossibilità per me di giocare la finale del torneo di Roma e impossibilità per il signor Zumba di vedermi giocare la finale del torneo di Roma, posso immaginare che ciò che si agita in questo momento nella mente del signor Zumba, che ha passato gli ultimi quattro mesi a pregustare il momento della finale di Roma e gli ultimi diciotto mesi a guardare su youtube filmati del mio cosiddetto periodo d’oro 2004-2007, periodo durante il quale sono riuscito persino a battere diverse volte quel giocatore spagnolo, al contrario della squadra di calcio chiamata Derthona che non mi risulta abbia mai battuta la squadra di calcio chiamata Juventus, dal momento quindi che la vita del signor Zumba è stata nel recente passato monomaniacalmente dedicata a me e alle mie trionfali partite del periodo d’oro 2004-2007, posso immaginare che i vissuti del signor Zumba in questo momento non siano diversi da quelli che affliggerebbero l’animo, per esempio, di un fan dei Criogenia che scoprisse la celebre canzone ‘she’s waiting for you’ storpiata, in occasione dell’ultimo concerto in assoluto della band, da un uomo politico col chiodo, la faccia accattivante e un rapporto ambivalente con le partite benefiche, ed è alla luce di tale consapevolezza che esprimo tutta la mia vicinanza e il mio affetto al signor Zumba, invitandolo come forma di risarcimento nella mia villa superlusso di Basilea, all’esterno della quale avrà modo di palleggiare, sul mio speciale campo di erba naturale abbondantemente irrigata dalle lacrime dei miei più fedeli fans, insieme a me e ai miei due figli gemelli che all’inizio della stesura di questo post non erano ancora nati ma ora che il post è finito sono nati, eccome se sono nati, e questa nascita non ha modificato di una virgola la mia decisione: fanculo al torneo di Roma, fanculo al signor Zumba, e già che ci siamo fanculo all’uomo politico col chiodo.
 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *