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Facciamo un gioco

Si tratta di abbinare le domande alle risposte. O le risposte alle domande.
Risposte
Chi è Roger Federer?
E’ falso in quanto il concerto di Mauro Levrini, specie nel momento topico della hit riempipista ‘vieni a fare l’amore’, toccò vette di lirismo gorgheggiato che la fottutissima chela di Nadal non si sogna nemmeno.
E’ falso per due motivi: 1.l’autore di questo post non ha mai toccato le righe del campo se non con le suole delle scarpe o con la punta della racchetta e comunque mai con una pallina da lui tirata dall’altra parte della rete; 2. Non si ricordano spettatori in alcun match da lui disputato.
E’vero, anche se va precisato che la più corretta traduzione dell’espressione aristotelica in questione secondo alcuni filologi sarebbe ‘un’invereconda spianata di vulve tali da riempire la gloriosa piana di Maratona’.
E’ in linea di massima falso, ma è difficile dirlo con certezza in quanto quel diritto incrociato di Nadal era talmente forte e di fatto invisibile che non si può a rigor di logica nemmeno escludere che la pallina dopo aver abbandonato il piatto corde della babolat del campione spagnolo abbia assunto la tipica forma dello stronzo malcagato. 
E’ impossibile dare una risposta sensata se prima non si fa indossare a Rafael Nadal uno sbarazzino chiodo di pelle.
E’ vero. L’autore di questo post e la sua fidanzata si sono anche dati una risposta, e cioè che Nadal sarebbe stramazzato al suolo come fosse stato colpito da una raffica di M 16, avrebbe poi chiesto l’intervento del fisioterapista, si sarebbe fatto massaggiare per quattro ore, avrebbe fatto rimandare la partita per via dell’arrivo delle tenebre e il giorno dopo, fresco come una rosellina, avrebbe vinto il match dedicando magnanimamente la vittoria al raccattapalle impazzito, salvo poi farlo castigare da quel delinquente di suo zio Toni negli spogliatoi del Foro Italico a colpi dello stesso asciugamano bagnato. 
E’ vero, in quanto anche se non aveva mai assistito a un match del genere l’autore del post aveva il sospetto che uno dei due giocatori, nello specifico il più muscoloso Nadal, potesse scatenarsi con qualche diritto talmente forte e invisibile da non poter essere percepito ma solo immaginato, ma va detto che piuttosto che chiedere al vicino di sedia se il colpo era entrato oppure no l’autore di questo post si sarebbe mangiato il succitato e sottocitato stronzo malcagato.
E’ vero, ma va detto a discolpa dell’autore di questo post che non appena i due giocatori hanno cominciato a provare i servizi tale pensiero è scomparso dalla testa confusa e sproporzionata del suddetto autore del post, proprio mentre iniziava a emergere una consapevolezza seppur appena abbozzata di essere uno stronzo malcagato.
E’ falso. L’autore di questo post, a differenza del padre della bambina di circa diciotto mesi, avrebbe approfittato dell’occasione per dirigersi minacciosamente verso un’incartapecorita e attonita Lea Pericoli, strapparle dalle mani nodose il microfono, saltare nel campo con agilità invidiabile e cantare come si deve la prima strofa di ‘she’s waiting for you’.
E’ vero, anche se in realtà l’autore di questo post non ricorda bene i dettagli di quel racconto in quanto non lo legge da tempo, e comunque l’autore di questo post non è l’autore del suddetto racconto, o se lo è pronto a giurare sull’onore di zio Toni che non si tratta di un racconto autobiografico.
E’ falso in quanto, se anche regge il paragone tra finale maschile e migliore sesso della propria vita, la finale femminile è piuttosto assimilabile alla visione su Youporn di un video nel quale si vede un tale che si masturba guardando il video di un tale che si masturba guardando il video di un tale che si masturba guardando il video di un tale che guarda la finale femminile dell’ATP 1000 di Roma. 
Domande
E’ vero o è falso che il primo pensiero dell’autore di questo post, non appena Djokovic e Nadal hanno cominciato a palleggiare nella fase di riscaldamento che ha preceduto la finale dell’ATP 1000 di Roma, è stato ‘beh, non è che tirino poi così forte, mi aspettavo di meglio’?
E’ vero o è falso che l’autore di questo post, data la sua inesistente esperienza in fatto di match di un certo livello se si esclude la finale al circolo tennis Cacciari di Imola tra un pisquano numero centomila del mondo e un altro pisquano numero centomilioni del mondo – inesperienza dimostrata anche dal pensiero esposto al punto 1, che a costo di rovinare la suspence dell’abbinamento domanda/risposta rivelo subito essere un pensiero vero, verissimo – è vero o è falso, si diceva, che l’autore di questo post prima della suddetta finale non era nemmeno sicuro di riuscire a vedere la pallina durante gli scambi più intensi del match, trovandosi poi costretto a chiedere delucidazioni in merito al vicino di posto sicuramente più esperto di lui?
E’ vero o è falso che in alcune fasi del match, e in particolare in occasione di un rabbioso diritto incrociato di Nadal accompagnato dal consueto e detestabile muggito pseudoeiaculatorio Nadaliano, è vero o è falso che la pallina da tennis, analogamente a quanto accadeva al pallone in un cartone animato degli anni ’80 dedicato al mondo del calcio, è vero o è falso che la pallina colpita dal campione spagnolo, si diceva, in quell’occasione ha perso la caratteristica forma sferica per assumere la meno caratteristica forma a ferro di cavallo?
E’ vero o è falso che una delle cose che ha colpito maggiormente l’autore di questo post durante la finale maschile dell’ATP 1000 di Roma è stato il rumore prodotto dalla pallina ogni volta che toccava una riga del campo, rumore uguale identico al rumore prodotto dalle palline scagliate  negli anni ’80 e ’90 dall’autore di questo post quando colpiva una riga del campo, seppur con risultati leggermente diversi rispetto ai due finalisti in termini di potenza, qualità e altri piccoli dettagli tra cui il conseguente entusiasmo del pubblico presente?
E’ vero o è falso che intorno alla galassia del tennis, o se si vuole circoscrivere il concetto intorno al sistema del foro italico, o se si vuole circoscrivere ancora di più il concetto intorno al pianeta denominato ‘finale maschile dell’atp 1000 della città di Roma’, l’autore di questo post ha avuto modo di appurare che orbita quell’entità così mirabilmente descritta nell’ahimè perduta metafisica di Aristotele con la denominazione di “imbarazzante distesa di fighe”?
E’ vero o è falso che Novak Djokovic, con la sua andatura molleggiata e disinvolta esibita sin dall’ingresso in campo, è sembrato all’autore di questo post l’uomo più sicuro del mondo dopo Rocco Siffredi e Barack Obama, ma prima di Matteo Renzi?
E’ vero o è falso che Rafael Nafal, con la sua andatura a gambe divaricate, la schiena curva e il culo estroflesso esibita sin dall’ingresso in campo, ha ricordato all’autore di questo post l’io narrante del celebre racconto ‘proctologia e dentismo’ dopo l’ispezione rettale subita, così mirabilmente descritta nel suddetto racconto?
E’ vero o è falso che la sollecitudine con cui i raccattapalle porgevano a Rafael Nadal al momento del cambio di campo due asciugamanini di spugna ha generato nell’autore di questo post e nella sua fidanzata una sorta di ilarità terrorizzata al pensiero di cosa sarebbe successo se uno dei due raccattapalle invece di porgerlo con sollecitudine al campione spagnolo avesse scelto di bagnarlo con lo sputo, attorcigliarlo e conseguentemente farlo schioccare a mo’ di lazo sulla schiena bagnata e secondo alcuni dolorante del campione spagnolo?
E’ vero e falso che l’autore di questo post, quando una bambina di circa diciotto mesi, fino ad allora tranquillamente seduta sulle cosce della mamma in prima fila, ha cominciato a urlare come una scimmia scuoiata un attimo prima che Novak Djokovic facesse esplodere la sua battuta a 201 km/h, dopodiché Novak Djokovic ha interrotto la preparazione della battuta a 201 km/h e ha fissato con odio e a turno la mamma e la bambina, dopodiché la mamma annegando nella sua stessa vergogna ha tirato per il braccio la bambina di diciotto mesi circa per portarla fuori dalla tribuna e dagli sguardi di tutti gli spettatori e dei due giocatori, specie di un nervosissimo Novak Djokovic che in quel momento stava perdendo male il primo set quindi si trovava ad essere piuttosto suscettibile sull’argomento ‘bambini che strillano in prima fila’, è vero o è falso, si diceva, che l’autore di questo post ha pensato che in quel frangente si sarebbe comportato esattamente come il papà della bimba di diciotto mesi circa, che mentre sua moglie provocava una lussazione della spalla alla figlia non ha mosso un solo cazzo di muscolo?
E’ vero o è falso che l’esecuzione del diritto uncinato di Rafael Nadal, detto da alcuni “la chela” e da altri “il toppone”, è una delle cose più raccapriccianti a cui l’autore di questo blog sia capitato di assistere se si eccettua il concerto tenuto da Mauro Levrini nel 1998 in un oscuro locale di Castelbolognese frequentato esclusivamente da ultrasessantenni arrapate fasciate da scintillanti abiti di lamé?
E’ vero o falso che l’autore di questo post, giunto alla fine della grande giornata di sport, si è permesso di concludere con se stesso che il tennis femminile sta al tennis maschile, o più precisamente la finale tra Sara Errani e Serena Williams a cui aveva poco prima assistito sta alla finale tra Djokovic e Nadal, come la più brutta pugnetta della vita, quella fatta con immotivato senso di colpa e semiimmotivato disgusto di sé, sta alla migliore chiavata della vita?   
E’ vero o è falso che l’impressione generata dal match tra Novak Djokovic e Rafael Nadal nel cervello e negli organi percettivi dell’autore di questo post, o per meglio dire la consapevolezza che nessuna altra finale, tra nessun altro giocatore di tennis attualmente in attività, avrebbe potuto essere all’altezza di questa, ha mitigato in lui, autore di questo post, una punta di tristezza causata dall’assenza in tale finale di Roger Federer?  

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