Epitelioma posteriore unilaterale
La scorsa settimana mi è arrivata una lettera inviata dalla mia banca che conteneva la proposta di modifica unilaterale del contratto di c/c. Ricordo che me ne era arrivata una anche un paio di anni fa. A quei tempi ero ancora su facebook, e ricordo che avevo scritto una cosa molto lunga sulla mia bacheca a proposito della proposta. I dettagli di quello che avevo scritto li ho dimenticati, ma mi sembra che avesse a che fare con un uomo su un materasso, imbavagliato, prono, polsi e caviglie assicurati alla struttura del letto per mezzo di calze di nylon trenta denari – perfette per il tradimento posteriore che sta per compiersi -, e con un altro uomo dall’aria tetra, vestito solo di un cravattino di paillettes, il quale chiede il permesso al primo uomo di penetrarlo con gradi crescenti di brutalità, concedendosi il lusso gentile di qualche coccola post coitum.
Adesso che sono passati due anni, e sono per così dire più riflessivo, mi limito a assaporare il suono di quell’espressione – proposta di modifica unilaterale del contratto di c/c -, un po’ come fa l’uomo dal fiore in bocca di Pirandello con la parola ‘epitelioma’.
fossi in te lunedì mattina andrei allo sportello, il numero cinque, quello dove c’è quella tizia sui tentasei con la scollatura bene in evidenza, quella che ama tanto usare l’espressione “piuttosto che” ogni volta che enumera delle opzioni relative a un contratto che devi sottoscrivere, quella che ha impiegato soltanto dodici minuti a convincerti ad aprire un conto con la tua banca, circa otto anni fa, quando la sua scollatura era persino più ampia e il solco al centro ancora più profondo e i trent’anni erano una spaventosa chimera da fugare al ritmo di luoghi comuni, martini con l’oliva ed espressioni modaiole come “piuttosto che” e “onde evitare”, vai da quella tizia lì e le gridi in faccia “SEI UNA PUTTANA” e prima ancora che il suo viso centrifugato dal botox e inamidato di cerone cominci a sussultare in una orrenda sequenza passo uno, prima ancora, dicevo, le alzi il dito medio davanti al naso e poi le fai un bel sorriso e sussurri “modifica unilaterale di opinione sul tuo conto”.
sono convinto che quando uscirai dalla banca ti sentirai un po’ meglio. non tanto, ma un po’ sì.