L’altro giorno mi ha chiamato un operatore per dirmi che era malato. Che cos’hai? Gli ho chiesto. La congiuntivite, mi ha detto lui. Io la congiuntivite l’ho avuto diverse volte, so che è fastidiosa. L’ultima volta è stata dopo il matrimonio di French, un occhio gonfio e sanguinante che facevo paura. Però ho lavorato lo stesso. Con gli occhiali da sole per non spaventare nessuno e per cercare di non contagiare, ma ho lavorato. Il medico ti ha dato dei giorni di malattia? Gli ho chiesto. Il medico ha deciso per un ricovero, ha risposto lui con la voce serissima. Un ricovero? Per la congiuntivite? Ho fatto io. Ma tu l’hai mai avuta una congiuntivite? Mi ha chiesto lui. Sì, diverse volte, anche dopo il matrimonio di French, un fastidio. Ho detto io. Scusa, per curiosità, mi diresti per chi voti? Mi ha chiesto lui. Guarda, una volta tanti anni fa ho votato AN, altre volte mi sembra il PDS, le ultime due volte, nel 2008 e nel 2013, non ho votato. Non hai votato? Mi ha chiesto lui. Eh, no. Gli ho detto io. Sai, c’era Nora in ospedale, io ero mezzo malato, in più c’era da spalare la neve nel cortile, è andata così. Poi ho aggiunto: e per quanti giorni sarai ricoverato? Difficile dirlo, mi ha detto lui. Dipenderà dalle condizioni cliniche che via via si presenteranno.
Dopo qualche giorno ho richiamato l’operatore. Allora, come stai? Quando torni al lavoro? Gli ho chiesto. Ancora non è possibile fare previsioni, sai la congiuntivite è una brutta bestia, tu dovresti saperlo. Mi ha detto lui. Sì, sì, lo so. Ho confermato io. Però io quando avevo la congiuntivite lavoravo. Ho aggiunto. E questo che cosa starebbe a dimostrare? Mi ha detto lui inalberandosi. Che sei una persona migliore di me? No, no, per carità. Ho detto io. Che sei più attaccato di me al lavoro? Ecco, questo magari potrebbe anche. Questo significa solo che hai avuto una congiuntivite più blanda della mia, niente di più. Ha detto lui interrompendomi. Mah, guarda, tutto può essere, però ti assicuro che dopo il matrimonio di French. Lascia stare French, mi ha interrotto nuovamente lui. Ti prego di smetterla con queste allusioni, tra l’altro agitarmi non mi fa bene per via della pressione oculare. Ha aggiunto lui. Scusa, non avevo pensato alla pressione oculare. Ho detto io. Fammi sapere tu quando sei in via di guarigione, va bene? Ho detto io. L’operatore ha chiuso il telefono con una specie di sospiro dolente.
Il giorno dopo sono arrivato in ufficio molto presto, davanti all’entrata c’erano una ventina di colleghi dell’operatore. Ciao a tutti. Ho detto io alzando un braccio in segno di saluto. Com’è che siete qui? Non è che mi sono dimenticato una riunione che avevo fissato con tutti voi? Nessuno ha risposto. Avevano lo sguardo torvo, non capivo perché. Cosa succede? Per caso mi sono dimenticato di inserire i buoni pasto nella vostra busta paga? Ho ipotizzato. Hai poco da fare lo spiritoso, sai bene perché siamo qui. Hanno detto tutti all’unisono avanzando verso di me. No, giuro, non saprei. Ho detto io indietreggiando.
Ah, davvero? Hanno chiesto. Davvero, ho detto io. Gira voce che qui qualcuno sottovaluti le congiuntiviti. Hanno detto loro. Vi assicuro che vi sbagliate, ho garantito io. Io stesso qualche mese fa. Ho iniziato io. Lo sappiamo, lo sappiamo. Hanno detto loro. La storia del matrimonio di French è risaputa. Allora come puoi essere così irriguardoso verso il nostro collega da mettere in dubbio la diagnosi? Hanno aggiunto. Non ci siamo capiti. Ho detto io iniziando a sudare. Non metto in dubbio la diagnosi, semmai la prognosi. E’ facile, dall’alto del tuo ruolo di coordinamento avulso dalla realtà proletaria, nasconderti dietro questi sofismi degni del peggior caporalato intellettualistico. Mi ha detto il più agguerrito di loro prima di aggiungere: dimmi una cosa, per chi hai votato? No, guarda, non ho votato. Ho risposto io. Nora quel giorno era in ospedale. E poi hai anche dovuto spalare il cortile, vero? Ha chiesto lui beffardo. Sì, infatti. Ed ero anche mezzo malato per via di un’influenza mal curata. Adesso, se non vi chiedo troppo, lasciatemi entrare. La folla di operatori, mugugnando un po’, si è aperta, e io sono passato con una vaga sensazione emblematica.