Adorabili
2 giugno 1981
Il mio sogno
Io faccio un sacco di sogni.
Quando non avevo ancora sei anni ho sognato una pianta con le foglie di pelle di coccodrillo.
Un’altra volta ho sognato di tuffarmi dal trampolino, dentro un oceano di stelle d’oro e d’argento.
Ecco, se esiste un mistero riguardante la mia vita, date le premesse che a rigor di logica avrebbero dovuto determinare il seguente corso degli eventi, è il mistero sul come ho fatto a raggiungere i quarant’anni vivendo con una bibliotecaria di nome Camilla e due piccole persone di nome Agata e Nora e non, per esempio, con un arredatore d’interni di nome Christopher e due adorabili pechinesi di nome Birba e Cottonfioc.
non so se hai presente quello spot pubblicitaio in cui c’è un bambino che si diverte a giocare con due barbie e quando arriva a casa il padre si incazza e gli strappa le barbie e gli mette in mano un soldato di pezza o qualcosa del genere e nella scena successiva il bambino non è più un bambino ma un ragazzo ventenne e se ne sta a letto con due sgnacchere bionde mentre il padre invecchiato è a letto con un giovanotto del tutto simile a un soldato di leva in carne e ossa.
ecco, io trovo che quello spot fosse molto bello e per qualche ragione mi è venuta voglia di scriverlo qui.