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sei gradi di separazione

WACKY RACE – DODICESIMA TAPPA

Giorgio Canali, 8 febbraio 2013, Lokomotiv club, Bologna

“Voglio almeno sei gradi di separazione”, tuona WR1.
“Sei gradi di separazione da cosa?”, domanda WR2. Poi incrocia lo sguardo di WR6 che gli fa l’occhiolino e gli mostra un sacco di iuta. “OK, OK, parliami un po’ di questi sei gradi di separazione”.
“Voglio un minimo di sei gradi di separazione. Non uno di meno”.
“Ma che sei gradi di separazione del piffero! Te ne concediamo due”, replica WR2 prendendo tempo.
“Allora cinque”.
“Tre”.
“Quattro”.
“Tre e mezzo”.
“Tre virgola settantacinque”.
“Andata tre virgola settantacinque”.
In quel momento WR6 con balzo felino incappuccia WR1. Poi lo insaccano come un cotechino e lo caricano nel baule della Doppiozero di WR2.
“Sei gradi di separazione. Pfui”, commenta WR6 mentre la Doppiozero scivola nella notte bolognese.
“Sei gradi di separazione da cosa?”, domanda nuovamente WR2.
“Sei gradi di separazione da Giovanni Lindo Ferretti. Tutti i posti dove va, tutte le persone che incontra devono avere almeno sei gradi di separazione da Giovanni Lindo Ferretti. Altrimenti si rifiuta”.
“Però. Niente male”.
“Niente male, ma piuttosto limitante considerando che abita a Bibbiano, non trovi?”
“E con Giorgio Canali come la mettiamo?”
“E’ per questo che lo abbiamo insaccato”.
“GRZFHTRZZZGRZ” rantola intanto WR1 dal bagagliaio.

L’atmosfera del Lokomotiv è umida come l’afa che si srotola appiccicosa dalla collina. Canali ha finito il soundcheck e ora esce fuori e si accende un paglia. Una manciata di fans gli fa crocchio intorno tanto da spaccargli un po’ i maroni. WR2 passeggia avanti e indietro nervosamente. Ha l’espressione cogitabonda di chi ha dentro qualcosa che deve uscire al più presto. Le note umide di sudore che vengono da dentro il locale sono poco incoraggianti. Musica underground italiana, qualunque cosa significhi. Poi è la volta della band di supporto, i paladini del no hair metal. Gente che farebbe meglio a suonare e basta, sostiene WR2 con voce strozzata. Ma quelli fanno headbanging coi peli del culo, rincara WR1.
Canali guarda l’orologio, si accende una paglia, la spegne, guarda di nuovo l’orologio, si accende un’altra paglia. Canali è uno di quelli che non riescono a star fermI un secondo. Ma stasera neanche WR2, che cammina sempre più nervosamente mentre si tira dei pugni nella pancia. WR6 lo avvicina e con un moto di pietà gli porge un pacchetto di Kleenex.
Canali getta la paglia, la pesta col calcagno e corre dentro. WR2 afferra i Kleenex e corre dentro.
All’unisono, e per qualche minuto, si sentono rumori di feedback provenienti dal palco e dal retro.
Poi si sente sbattere una porta. E’ WR2 che fa un sospiro e grida “Porcodio è finita”.
Poi si sente il tonfo sordo. E’ Canali che tira una testata al microfono e grida “Porcodio di comincia”.
Poi WR6 slega i lacci. WR1 mette la testa fuori dal sacco. “Porcodio che troia d’un chèld”, commenta.

Giorgio Canali suona la chitarra, Giorgio Canali canta, rifila testate al microfono, bestemmia mentre tracanna Bombay Gin poco tonic e il Jack Daniels con molto ghiacchio trasmuta in tè freddo caldo. Giorgio Canali è un nevrotico gentile, Giorgio Canali è uno stronzo malinconico, è un rocchettaro col calzino bucato sul cazzo. Giorgio Canali è nudo, Giorgio Canali suda, Giorgio Canali è incazzato, Giorgio Canali guarda le auto schizzare sulla tangenziale da una stanza di albergo, Giorgio Canali respira i gas di scarico fino a lacrimare, Giorgio Canali scrive una canzone del cazzo, Giorgio Canali ordina un altro drink, Giorgio Canali si accende una paglia con l’altra. Giorgio Canali non è mai stato in Vietnam. Giorgio Canali si è rotto i coglioni. Giorgio Canali è il refuso, la latitanza, la distrazione, la dimenticanza. Giorgio Canali firma gli autografi, Giorgio Canali ama il suo pubblico. Giorgio Canali urla “Che cazzo ci sto a fare qui se cantate voi?” e poi urla anche “Se non la smettete di cantare cazzo mi faccio prete. E ho illustri predecessori”. Giorgio Canali è un misantropo sociale. Giorgio Canali è una testa di cazzo, Giorgio Canali canta finalmente “Lettera del Compagno Lazlo al colonnello Valerio”, Giorgio Canali è contro la memoria condivisa, Giorgio Canali è contro il materiale resistente, Giorgio Canali è contro il pensiero unico. Giorgio Canali sul palco non spacca la chitarra perché spacca tutto il resto.

“Allora?” fa WR2 a WR1
“DIONIMÈL” sbraita WR1 facendo le corna.
“Cosa?”
“Significa che ha gradito”, spiega WR6 mentre estrae silenziosamente il sacco di iuta.

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