figaroquaaa figarolaaaaa

poiché non sono riuscito a convincerli a intitolare così lo spettacolo, mi consolerò con questo post.
chi non conosce il 'teatro necessario' può continuare a ignorarli. in alternativa può cliccare qui. oppure, meglio ancora, andarsi a vedere un loro spettacolo. non ne resterà deluso.
il loro nuovo 'barbieri' (che pessimo titolo, nevvero?) è stato presentato in prima nazionale lo scorso 1° febbraio. mi sono divertito un casino. qui sotto la mia recensione per l''informazione di parma' (qui – pag. 20).
la bella foto appartiene al papà di daisy.
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Teatro Necessario, prima nazionale 'Barbieri' 1/2/2009 – Teatro al Parco
In sala qualcuno si schiarisce la voce, qualcuno trattiene il fiato, a qualcun altro sfugge una risatina nervosa. Sul palco, impassibili, i tre barbieri attendono il loro primo cliente. Leggono il giornale, danno sfogo ai numerosi tic, attendono. Si annoiano. Esiste una barriera invisibile tra la platea e il palco, tra l’oscurità della sala e il bianco cangiante delle divise, un ‘limen’ che divide la realtà e la finzione. La prima spassosissima scena di Barbieri si apre solleticando il sottile confine che separa l’attore dallo spettatore, entrambi coinvolti in un reciproco gioco di attesa.
I tre ragazzi del Teatro Necessario (Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori) coadiuvati da fido regista Mario Gumina, già al loro fianco nel recente ‘Tête à tête’, mettono in scena una commedia efficace e ben equilibrata che affonda le radici nel fervido humus del teatro di strada, al quale i tre rimangono indissolubilmente legati in virtù del loro spettacolo più noto ‘Clown in libertà’.
Non c’è da sorprendersi, allora, che in ‘Barbieri’ ci sia la musica, tanta, e le acrobazie, naturalmente, e quella giocoleria stralunata collocata esattamente dove confluiscono la gestualità introversa del mimo e la dirompente voracità gestuale del clown e che rappresenta, a conti fatti, una sorta di paradigma, per i tre.
Naturalmente.
Ma a meglio guardare c’è qualcosa d’altro. C’è l’imprevedibilità di oggetti di scena improvvisamente e improvvidamente inaccessibili, di corpi che disegnano movimenti impossibili, di volti mutevoli che esprimono sensazioni ineffabili. In ‘Barbieri’ il gioco della realtà è una corda che si tende fino al limite, al ‘limen’, e poi lo strappo, e poi lo schianto e infine la finzione che erompe in una scintillante pioggia di coriandoli.
Presentato ieri in prima nazionale presso il Teatro delle Briciole, all’interno della rassegna Weekend al Parco, Barbieri ha conquistato un pubblico di tutte le età fin dalle prime battute: la magia della finzione che incanta i bambini, il paradosso della realtà che appassiona gli adulti. Un pirotecnico crescendo di gag, musica e acrobazie che ha saputo strappare ripetuti applausi a scena aperta, fino alla fragorosa, meritatissima, ovazione finale.
Nei mesi a venire Barbieri sarà riproposto in varie città del nord Italia dopodiché, a maggio, la compagnia si trasferirà in Spagna per una breve tournéee.