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dimmi la verita’

Dove sta la verità?
I primi filosofi greci definirono la verità come “ciò che è innegabile”.
D’accordo. Ottima sortita. Bravi.
Ma che cosa possiamo negare con certezza? Ben poco, direi.
Questo significa che nella maggior parte delle circostanze la verità è qualcosa di totalmente sconosciuto.
Serve un piano.
Alla ricerca della verità.
La verità divenne ben presto il centro dell’investigazione scientifica e filosofica. La gnoseologia, il metodo empirico, il positivismo.
Alla ricerca della verità l’umanità ha perpetrato i crimini più feroci.
Andava parecchio di moda, qualche secolo fa, la verità.
Oggigiorno no.
Oggigiorno ci sono il principio di indeterminazione, photoshop e le macchinette per clonare i bancomat.
Tutti i meccanismi di sicurezza informatica mondiale sono congegnati sulla base della congettura di Riemann che, lo dice la parola, non è che una congettura.
E quindi al diavolo.
Al diavolo la verità.
Non è forse meglio galleggiare sospesi in questa gradevole ovattata gnoseonebbia priva di divinità, certezze, crociate e verità Riemaniane?
I primi filosofi greci, d’altronde, non disponevano di Wikipedia.

A proposito di Wikipedia (e verità) vi suggerisco caldamente di dare una sbirciata alla biografia ufficiale di Briatore (qui) e alla medesima pagina di Wikipedia (qui). Perché proprio Briatore? Leggete, leggete pure. E capirete. Ringrazio il Sacco per l’arguta ed esilarante segnalazione.

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