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periferia del Mondo di Adesso

La seconda cosa da fare nel Mondo di Adesso era cercarsi un tetto.

Ne ho trovato uno in buono stato, usato, ci ha piovuto su solo diciotto volte.

Sotto i ponti, nei vicoli maleodoranti di periferia, nei giardini pubblici, i senzatetto mi cacciavano via. "Cosa fai, qui in mezzo a noi? Vai via, vai con gli altri". Pronunciavano "altri" con una vena di ostilità.

Mi sono trovato una via tranquilla, mi sono piazzato dopo l'ultima casa, appena prima dei campi.

La gente mi tirava le verdure e io le raccoglievo. Hanno cominciato a tirarmi i piatti, ed io li prendevo al volo. Hanno iniziato a spararmi. Anche le pallottole si possono prendere, ma non servono a molto.

Così, con il mio tetto impallinato, mi sono trasferito in una zona franca, priva di case, di ponti, di gente.

Ho deposto la verdura ai piedi di un albero, ho stivato i piatti in fila per terra, come in una credenza.

Meglio dormire presto.  Le giornate diventano lunghe, quando si va a cercare quello che qui chiamano lavoro. Pare sia molto importante.

Spari lontani. Forse contro un altro che non può stare nè di qui, nè di là. Chissa se l'hanno beccato.

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