l’anno nuovo, dicono
Dicono, qui, che per mangiare si deve trovare un lavoro.
A me la cosa sembra strana: come dire che per leggere si deve trovare un uovo. Da noi le uova e la lettura sono molto diffuse, ma non hanno alcun nesso. Se mai tornassi un giorno dalla mia gente avrei tante cose da raccontare.
Come mi è stato suggerito, con l’anno nuovo ho cercato un lavoro. Come è fatto un lavoro? A cosa somiglia? L’ho cercato dappertutto, nei cassetti, sotto i tavoli, E' un attrezzo per raccogliere cibo? Un indicatore di direzione?
Ho cercato nelle piazze, sotto le panche delle chiese, nei vicoli odorosi. Era come una caccia al tesoro senza tesoro.
Ho chiesto a un vecchio, perché i vecchi sanno proprio tutto, e infatti egli aveva la risposta. "Vieni qui in piazza domani mattina presto, troverai lavoro". Fumava un sigaro e aveva la pelle secca e arrotolata come una foglia di tabacco bianco. Sorrideva senza davvero sorridere, non so come facesse.
Dicono che sono finite le feste, ed è iniziato un nuovo anno. Io lo inizio pensando a domani mattina, però le feste mi piacevano e mi spaventavano, perché servono a fermare per un po’ il corso del tempo, a rivangare giorni che non torneranno, a riesumare le spoglie di eventi lontani, come se ci si potesse fermare, o tornare indietro.
Se funzionasse davvero, per ritornare nel mio mondo prenderei il giorno del mio arrivo nel mondo di adesso, e ne farei una festa, ma giorno e festa penso siano come l’uovo e la lettura: sono molto comuni, ma non hanno alcun nesso.
qualcuno mi ha detto che è previsto un incremento del numero delle uova deposto dalle galline, per l’anno 2008. Spero si leggano anche più libri 🙂