il mio amico water
Eccovi un estratto di quello che ho letto al cesso.
Ricordate sempre di portarvi appresso un buon libro, anche quando andate in bagno.
“La cosa migliore sarebbe sposarla poi prendersi subito una malattia. Purchè non fosse la sifilide. Colera, diciamo, oppure febbre gialla. In modo che, se succedesse il miracolo e ti fosse risparmiata la vita,, tu rimarresti storpiato per il resto dei tuoi giorni. Così non dovresti più preoccuparti di doverla scopare, e nemmeno avresti da preoccuparti della pigione. Lei ti comprerebbe una bella sedia a rotelle con le gomme, e un sacco di manubri e roba del genere. Magari potresti anche adoperare le mani; voglio dire, quanto basta per scrivere. O potresti anche prendere una segretaria. Anzi, ecco la soluzione migliore per uno scrittore. Cosa se ne fa uno delle braccia e delle gambe? Non gli servono le braccia e le gambe per scrivere. Ha bisogno di sicurezza, di pace… di protezione. Tutti questi eroi che sfilano in parata sulla sedia a rotelle, peccato che non siano scrittori. Purchè si fosse sicuri, andando in guerra, di rimetterci soltanto le braccia e le gambe… purchè si fosse sicuri di questo, io direi, facciamo la guerra anche domani. Me ne strafotterei delle medaglie, se le tengano le medaglie. Io vorrei soltanto una bella sedia a rotelle e tre pasti al giorno. Poi gli darei io qualcosa da leggere, a quei cazzoni!”
Henry Miller, TROPICO DEL CANCRO