fame di natale
Nel Mondo di Adesso si dorme bene.
Al risveglio avevo fame, ho camminato fin dove le case si facevano più vicine, fino ad abbracciarsi una all’altra. Dentro queste case, a volte alte fino alla volta del cielo, c’erano dei vetri, che mostravano ai passanti cose da mangiare.
Sono entrato e una signorina vestita di bianco, un angelo di quelli che da noi non sono così infrequenti, mi ha preparato un sacchetto. Questo, e questo, e quello, dicevo, indicando le forme o le sostanze che più attiravano la mia immaginazione. I bambini uscivano felici con la bocca piena.
Al momento di andarmene mi hanno fermato. Deve pagare, diceva l’angelo.
"Pagare? Come si fa a pagare".
"Per pagare bisogna avere i soldi, per avere i soldi bisogna lavorare" dice l’angelo, e mi porta via il sacchetto.
I bambini mi guardavano e sorridevano masticando.
Ho cominciato a fermare la gente per strada, suonavo campanelli, gridavo nelle piazze. "Devo lavorare. Devo lavorare!".
Uno con la barba bianca e il vestito rosso e un cappello pieno di lampadine a intermittenza mi si è avvicinato. "Non devi importunare i passanti".
"Ma io devo lavorare! Mi serve lavorare per pagare quello che porto via dalle vetrine".
"Ormai siamo sotto Natale – ha detto l’uomo rosso – aspetta che passino le feste" e mi ha allungato della carta. "Con questi puoi mangiare – ha detto – ma non importunare i passanti".
E così con la carta sono andato a ritirare il mio sacchetto in cui avevo fatto mettere e questo e questo e quello e anch’io sono uscito con la bocca piena e sorridevo come un bambino.
Solo, non ho capito cosa sia il Natale nel Mondo di Adesso, e quale sia la sua utilità.