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e’ chiaro che non e’ mia moglie

Lo sapevo. Mia moglie ora che ci penso non ha quel neo, e nemmeno quella faccia. Io di mia sorella non mi fido, però. “Hai capito, tu, che non mi fido? Come ti chiami, tu?”.
“Rosaria Svetlana Singh – mi dice – ma Rosa vado senz’altro bene”
“Rosa con quella faccia? Crisantemo, ti chiamo, se vuoi. Ti chiamo Cris. Ti piace, Cris?”.
Cris abbassa la testa. A me non piacciono le persone che abbassano la testa. Sono sempre disposte ad ubbidire e a dire di sì. Io quelle persone le ucciderei. E poi non sono nemmeno sicuro che sia una cameriera, perché io di mia sorella non mi fido. “Siediti, Cris, devo farti un paio di domande, siediti pure sul divano, non avere paura di sporcarlo, pero dopo puliscilo un po’, dove ti siedi”.
“Posso siedo, signor Cordi?”.
“Te l’ho detto, no? Tu non solo devi sederti, ma devi dirmi la verità. Mia sorella ti ha mandato qui come badante?”.
“Assolutamente no, signore. Io sono solo cameriera. Faccio letti, cucino se tu voglio…”.
Ma qui lo fermo subito, il fiore dei morti, perché se c’è un cuoco provetto sono io. La perdono solo perché non lo sa. Ho imparato a Parigi, io. Lavoravo in un negozio di abbigliamento, mi pare, ma cosa importa? Parigi è sempre Parigi e infatti quando un cuoco è bravo si chiama chef e una lampada che funziona si chiama abat-jour.

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