cose mai viste
Questa mi sembrava una mattina diversa, tenevo la moto sotto i settanta, cose mai viste.
Sarà che sto rileggendo “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”.
Sarà che – suggestionato dalla lettura – ho tirato la catena della moto.
Sarà che sto rileggendo Platone.
Sarà che ieri sera ho visto il telegiornale – una delle rarissime volte – e mi sembrava di guardare una fiaba dei fratelli Grimm.
Sarà che quesa sera c’è la pizza e sono eccitato come un baldo giovane che ha un appuntamento galante.
Certo, i miei desideri ormai non vanno oltre la pizza, mi sembra un buon traguardo.
Sto cominciando a smontare le scaffalature in rimessa come se dovessi lasciare in ordine per chi verrà.
Gli spiriti mi hanno raccontato che quando ti comporti così o è perchè stai cambiando pelle o perchè ti senti alla fine.
Anche il mattino fresco, fra i campi di grano, sembrava un autunno clandestino.
Ho smesso di assaggiare i superalcolici, sarà per questo? Che quando il corpo si disintossica vedi cose nuove e nude, le ossa, le armature in ferro, i globuli, la malta, i sali minerali?
Aspetto di vedere me stesso di fronte a me, il mio corpo e la mia ombra che si staccano e decidono in autonomia.
E io, finalmente, consapevole come una luna o una margherita socchiusa.