bloguli rossi
L'eccesso di bloguli rossi è la causa principale dell'apertura del presente blog.
Come tutti sanno il blog è una terapia. Il blog è una sostanza psicotropa e antidolorifica, anche se per ora con un blog nessuno è finito dietro le sbarre.
Così il mio medico mi ha consigliato un post dopo cena, a stomaco pieno, perché l'eccesso di bloguli porta troppo ossigeno, e troppo ossigeno troppi pensieri, e troppi pensieri troppa coscienza, e troppa coscienza troppa infelicità. E invece come il blog mi scarico, proprio come se fosse un buon lassativo.
"Ma il blog, me lo passa il servizio sanitario nazionale?".
Il dottore, brav'uomo e sant'uomo, mi ha mollato un paterno buffetto sulla guancia, anche se nessuno mi leverà dalla testa che volesse stendermi con un gancio. "Dove sei vissuto, amico mio?".
Ho guardato il mio casco rivestito di pelo di coniglio e provvisto di orecchie di coniglio. L'ho guardato con tristezza, perché non si fanno certe domande. Perché non è importante il dove, ma il come.
Se uno vive sul water, a stretto contatto con lo sciacquone, e si becca i reumatismi, è un dove o un come?
Il dilemma origina sempre dall'eccesso di bloguli. Ti fanno vedere cose, troppe cose in ogni dove e in ogni come, ma di risposte nemmeno una traccia.
Il prossimo anno i miei bloguli ed io abbiamo intenzione di passare le vacanze al mare. Ma al mare ci vado da semplice marinaio, non da uomo di terra, perché il mio cervello è un posto di mare, non un posto di terra. Prova a tirare una riga nel mare, se ci riesci. Prova a segnare un inizio o una fine, come fai sulla sabbia, che notoriamente appartiene alle cose di terra. Prova a giocare a tennis nell'acqua, e a gridare all'avversario: "era sulla riga!".
Nel mare non ci sono i presupposti e le conseguenze, né doppi sensi, né segnali di precedenza. E' l'omogeneità che detta legge, non ti puoi sbagliare.
Amo e odio il mare, so anche il perché. Lo odio perché ho passato un'infanzia eritematica.
Lo amo perché mette in discussione i principi. Lo amo perché i miei bloguli vanno a sguazzare nell'acqua ed io rimango solo sotto l'ombrellone, con parrucca e tricorno, intabarrato come un africano sull'Everest, ed eleggo microcosmo dei miei istanti decenti l'ombra limitata e mobile.
E' lì che i pensieri se ne vanno, e se ci sono rimangono sotto il brusio della risacca, o sotto le palpebre pesanti, al giro di boa di una ventilata giornata agostana.
Ehi, anche questo è un inizio (ma tu non mi sembri vergine a questa “terapia”, non è così?).
ciao,grazie del commento. ironico immagino ..bello stile, il tuo.
“mi trovi anche lì” nei links cosa vuol dire? sparso fra gli autori di tapirulan?
saluti, buon vento di scrittura. 😉
hai ragione, non ho specificato che su tapirulan sono robirobi
si.. ma l’ho capito leggendo un po’ meglio i mess di tapirulan..troppa fretta, prima. ciaociao
caro robirobi o robiualquadrato
io ho un eccesso di globuli rossi
perche’sono microcitemica..
e il mio blog e’ infatti un glob!!!!!!.
come lo ebbe a definire un mio amico…